Gordiano Pacquola “Oreste”

“Bruno Bazzacco “Giorgio” nella sua testimonianza dice che, nel periodo del gruppo di “Malga Campetto”, “Oreste“ svolgeva il ruolo di commissario e “alla sera teneva delle conversazioni politiche“. Augusto Slaviero “Blasco”, nel suo opuscolo “Parla uno della Garemi“, narra che “Oreste”, nelle lunghe veglie in Altopiano, raccontava ai garibaldini i particolari più salienti della vita dei partigiani lassù a Campetto. 
Fra i primi partigiani che hanno dato vita alle formazioni garibaldine nell’Alto Vicentino, alle Garemi, Gordiano Pacquola è certamente un elemento di grande preparazione ed esperienza politica. Nato a San Donà di Piave (Venezia) nel 1906 in una famiglia numerosa,

Giovanni Dante Perlati “Giove”

“La mia famiglia si è trasferita da Badia Calavena (Verona) a Maglio di Sopra (Valdagno) nel 1925 perché mio padre, che aveva un magazzino all’ingrosso di generi alimentari, era sottoposto ad angherie e ricatti e non poteva più uscire di casa. Alcuni parenti e conoscenti di Maglio, i Lupatini e i Germani, l’hanno consigliato di venire nella Valle dell’Agno. Ha comperato due appartamenti in centro a Maglio di Sopra. La mia famiglia, composta dai genitori e da cinque figli (quattro sorelle e il sottoscritto) era frequentata dal dott. Mario Visonà che, ad un certo punto, ha suggerito al mio papà

Bruno Gavasso

Tratto da “Figure della Resistenza vicentina: profili e testimonianze” di Mario Faggion e Gianni Ghirardini Il prof. Bruno Gavasso aderisce fin dal 1935 all’idea comunista. Mentre è ancora studente entra in contatto con alcuni membri del suo partito e con altri esponenti dell’ambiente antifascista di Valdagno, che il “regime” non ha saputo piegare grazie alla presenza di due solide concentrazioni operaie, costituite dal Lanificio e dalla Filatura Marzotto. Le vicende internazionali, che vedono l’ltalia coinvolta dal governo Mussolini nella spedizione militare in Africa e nella guerra di Spagna, fanno discutere, spingono a ritrovarsi. Ma sono i prodromi della seconda guerra

Bruno Bazzacco “Giorgio”

Tratto da “Figure della Resistenza vicentina: profili e testimonianze” di Mario Faggion e Gianni Ghirardini “Siamo partiti da Vicenza per la contrada “Bosco” di Marana il 14 ottobre 1943. Con me c’erano Cariolato Secondo “Guido”, Cariolato Antonio “Moro”, Mattolin Sergio “Aviatore”, Piccolo Gugliardo “Bill” e Danilo Toniolo “Jon“. Ci aveva preparati e organizzati Livio Bottazzi di Vicenza. Ci siamo recati lassù armati. avendo potuto procurarci sei fucili novantuno, alcune bombe a mano e una pistola Astra. La popolazione di Marana ci vedeva con simpatia e ci aiutava. In quel periodo eravamo in contatto con Sergio Perin, Zanotelli Nico e Tovo

Brenno Guastalla “Carlo”

Tratto da “Figure della Resistenza vicentina: profili e testimonianze” di Mario Faggion e Gianni Ghirardini Brenno Guastalla “Carlo”-“Carlo Carli”, di Arduino e di Bosi Maria, è nato a Gonzaga il 24-12-1920. Nel periodo della Resistenza era domiciliato a Suzzara (Mantova). La sua famiglia emigra in Francia nel 1930, sistemandosi a Gap. Comprende i genitori e i figli Brenno, Lavinia e Bruno. Comincia il lavoro di apprendista pittore a 11 anni. Partecipa agli scioperi del 1936-1937 all’epoca del Fronte Popolare e aderisce alla “Gioventù Comunista Francese” nel 1938. Subisce il primo arresto nel 1939, dopo che il F.C.F. è messo fuori

Commemorazione a Ca’ Trenta di Schio

Il 22 giugno 2014 sono stati commemorati i quattro Partigiani fucilati 70 anni fa a Ca’ Trenta di Schio. Ecco l’intervento di Antonio Angelina. Buongiorno a tutti. Siamo qui oggi per ricordare e commemorare i 4 partigiani trucidati dai nazi-fascisti proprio 70 anni fa nella data del 22/06/1944. Quel giorno quattro partigiani, detenuti in caserma Cella a Schio, furono qui condotti e trucidati. Erano stati presi, si disse, durante il grande rastrellamento condotto dai tedeschi, dai fascisti e dal battaglione di ucraini di stanza a Marano Vicentino in tutta la val Leogra tra il 16 e il 18 giugno, azione

Pietro Dal Lago “Pacifico” (1923-2014)

Il 12 giugno 2014 Egisto Dal Lago “Tranquillo” ci ha telefonato per comunicarci che era mancato il fratello Pietro “Pacifico”, valoroso partigiano della Brigata Stella delle Formazioni Garemi. A nome della Presidenza provinciale e delle Sezioni A.N.P.I. della Valle dell’Agno abbiamo inviato un telegramma. alla sua famiglia, residente a Castronno (Varese), esprimendo vive condoglianze e solidarietà. Pietro Dal Lago “Pacifico” ,classe 1923, nato a Nogarole Vicentino, é stato uno dei primi collaboratori di Alfredo Rigodanzo “Ermenegildo-Catone”, commissario politico della Brigata Stella,che ha portato nella formazione garibaldina tanti giovani dei centri addossati alla catena del Faldo (Selva, Nogarole, Alvese, Quargnenta, Piana,

Premio Antonio Nicolussi, seconda edizione

Durante una conferenza stampa organizzata dal Comune di Thiene, il 9 aprile, presente il sindaco dott. Gianni Casarotto, i familiari del dott. Antonio Nicolussi, dirigenti scolastici, esponenti della sezione ANPI e della AVL, il rappresentante della banca San Giorgo Quinto Valle Agno che contribuisce al premio, sono stati comunicati i risultati della prima edizione del premio Antonio Nicolussi. L’importo del Premio di 1.750 Euro ha permesso di coprire in parte le spese delle visite d’istruzione organizzate dalle seguenti scuole: Centro di Formazione Professionale Saugo; due classi seconde del settore meccanico auto, il 4 aprile hanno visitato a Trieste la Risiera

Rino Tagliapietra “Treno” (1924-2014)

Guerino (Rino) Tagliapietra, classe 1924, nome di battaglia “Treno”, ci ha lasciati. Il 17 giugno a Calvene ha avuto luogo il funerale con la presenza delle bandiere dell’ANPI e, dopo la cerimonia religiosa, gli è stato rivolto l’ultimo saluto in cimitero. Nell’estate 1944 entra a far parte della “7 Comuni” dove collabora con Francesco Covolo “Broca” in varie azioni contro i nazifascisti. Ai primi di settembre 1944 è a Granezza e partecipa ai combattimenti, riuscendo poi fortunosamente a salvare la vita durante il rastrellamento del 6-7 settembre. Ritornato a Calvene partecipa, nel novembre 1944, ad una pericolosa azione presso un

Concorso per tesi di Laurea: Veneto ’40: Occupazione, Resistenze, Ricostruzione

Il Coordinamento Regionale Veneto dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI Veneto), nell’ambito del suo impegno di divulgazione della storia del XX° Secolo in Veneto ed al fine di valorizzare i primi risultati di ricerca di giovani storici, bandisce il concorso dal titolo: Veneto ’40: Occupazione, Resistenze, Ricostruzione Il concorso usufruisce di un finanziamento previsto dalla legge regionale del Veneto n. 29/2010 “Norme in materia di promozione e valorizzazione del patrimonio storico e culturale dell’antifascismo, della Resistenza e dei correlativi eventi accaduti in Veneto dal 1943 al 1948”, e dalla Delibera di Giunta Regionale del Veneto 1587 del 10/09/2013. Detto finanziamento è

Renzo Ghisi “Scapaccino” (1920-1944)

Renzo Ghisi, falegname, nacque ad Ostiglia (MN) il 12 giugno 1920. Nel 1940 volontariamente si arruolò nell’Arma dei Carabinieri Reali. Dopo la frequenza del corso a Torino, venne trasferito alla Stazione di Cussone ove rimase fino alla fine della ferma. Allo scadere dei 18 mesi venne comunque trattenuto sotto le armi con la 149^ Sezione CC. RR. Dopo l’armistizio dell’8 settembre tornò a casa ove subì un arresto, in seguito al quale si presentò nuovamente alla caserma di Verona nel febbraio 1944. Vi rimase per qualche tempo, ma, alla notizia che i Carabinieri sarebbero stati inviati in Germania e non

Riforme ed Elezioni. Documenti ed Appelli dell’ANPI

Documento del Comitato Nazionale ANPI Il Comitato nazionale dell’ANPI rileva che: l’indirizzo che si sta assumendo nella politica governativa in tema di riforme e di politica istituzionale non appare corrispondente a quella che dovrebbe essere la normalità democratica; si sta privilegiando il tema della governabilità (pur rilevante) rispetto a quello della rappresentanza (che è di fondamentale e imprescindibile importanza); si continua nel cammino – anomalo – già intrapreso da tempo, per cui è il Governo che assume l’iniziativa in tema di riforme costituzionali e pretende di dettare indirizzi e tempi al Parlamento; un rinnovamento della politica e delle istituzioni è essenziale per il nostro Paese, come già

Pietro Tovo “Piero Stella”

Tratto da “Figure della Resistenza vicentina: profili e testimonianze” di Mario Faggion e Gianni Ghirardini “Parlare di Piero Tovo (cl.1892), o meglio “Piero Stella“, come da tutti era conosciuto, e un po’ come fare la storia della Resistenza al fascismo prima e poi al nazifascismo. Infatti Piero “Stella” era, per natura si potrebbe dire, antifascista, in quanto allergico a tutto ciò che poteva essere imposizione dall’alto, costrizione autoritaria: direi che per natura era anarchico nel vero senso della parola. E così, quando ai primi sintomi della 2a guerra mondiale, i vecchi irriducibili supersititi dell’antifascismo antemarcia incominciarono a ritrovarsi, ecco che

Severino Oliviero “Attilio Bandiera” “Fulmine”

Tratto da “Figure della Resistenza vicentina: profili e testimonianze” di Mario Faggion e Gianni Ghirardini “Non mi sono mai presentato ai bandi di chiamata. Nel 1942, fino a dicembre ero stato a lavorare in Germania e avevo fatto un’esperienza brutta con i tedeschi: avevo visto anche uccisioni a sangue freddo. Ho passato la visita militare in luglio. Subito dopo l’8 settembre 1943, ho aiutato i giovani militari sbandati con vestiti, insegnando loro la strada… Avevo un fratello disperso in Russia. Anche mia madre collaborava con me, nella speranza che qualcuno aiutasse il figlio suo lontano. Al momento del bando di

Innocente Fattori “Emilio Bandiera – Flop”

Tratto da “Figure della Resistenza vicentina: profili e testimonianze” di Mario Faggion e Gianni Ghirardini “Il primo dicembre 1943 sono stato costretto, insieme a Pasetto Avellino, a presentarmi alla sede della G.N.R. (Guardia Nazionale Repubblicana) di Valdagno, verso le ore 19. La sede si trovava al centro, sopra la vecchia Banca Popolare. Avevano portato via mia sorella e un fratello di Avellino. Li hanno rilasciati dopo che ci siamo presentati. Siamo stati indotti a salire su una corriera e condotti a Vicenza, al distretto militare. Eravamo una quarantina. Il mattino del 2 dicembre ci hanno fatto una visita sommaria. Il

Resistenza e lotta di Liberazione – II

di Mario Faggion La lotta armata nella primavera-estate 1944. La primavera del 1944, dopo i mesi invernali di operosa preparazione, impresse al movimento partigiano vicentino un rapido processo di aggregazione. La scelta della lotta armata contro i tedeschi e i fascisti della R.S.I. si estese dalla città ai centri maggiori e investì soprattutto le colline e le montagne della nostra Provincia. Si affermò con caratteristiche differenti da zona a zona, secondo l’orientamento politico e culturale dei gruppi dirigenti delle bande partigiane e la loro stessa composizione, ma l’impegno coinvolse un grande numero di combattenti e ampi strati di popolazione. L’unione

Resistenza e lotta di Liberazione – I

di Mario Faggion 25 luglio e 8 settembre Due date misero in movimento, nel quarto anno di guerra, le forze politiche vicentine, che si stavano ricostituendo dopo il ventennio fascista e l’andamento disastroso delle operazioni belliche per l’Italia: il 25 luglio 1943 e l’8 settembre dello stesso anno. Le dimissioni e l’arresto di Mussolini il 25 luglio furono il tentativo della classe dirigente italiana, responsabile della guerra – il re, l’alta nobiltà, il capo e i gerarchi del fascismo, i grandi gruppi industriali e finanziari –, di determinare un cambiamento fittizio scaricando sul “duce” tutte le colpe, per trovare una via

Francesco Zaltron “Silva” (1920-1945)

Nato a Marano Vicentino (Vicenza) il 14 marzo 1920, caduto a Calvene (Vicenza) il 28 marzo 1945, studente di Medicina, Medaglia d’oro al valor militare alla memoria. Al momento dell’armistizio era sottotenente di complemento in Artiglieria. Riparò a Thiene e vi organizzò i primi gruppi partigiani della zona. Fu Zaltron che, nell’aprile del 1944, costituì la Brigata “Granezza”, di cui divenne comandante col nome di battaglia di “Silva”. Il giovane fu poi alla testa della Brigata “Mazzini”, che operava nell’Altipiano dei Sette Comuni e nella Pedemontana tra Thiene, Breganze e Marostica. La motivazione della decorazione alla memoria riassume così l’impegno

Cerimonia a ricordo della strage di Vattaro

Sabato 3 maggio 2014 alcune delegazioni dell’ANPI vicentina, dell’ANPI trentina e un rappresentante del comune di Bolzano hanno partecipato alla Commemorazione dei sette partigiani caduti a guerra finita per una imboscata tesa loro dalle SS tedesche. Le giovani vittime provenivano dall’Altopiano di Asiago ed erano con altri partigiani in viaggio per accompagnare un reparto inglese che doveva ricongiungersi a Trento con gli Alleati che risalivano la Val d’Adige. Con il passare degli anni la manifestazione è oggetto di una crescente attenzione e partecipazione. Essa si svolge principalmente in due momenti: la posa della corona al monumento dei caduti e poi la commemorazione

Germano Baron “Turco” (1922-1945)

Nato a Poleo di Schio (Vicenza) nel 1922, morto a Valdastico l’8 luglio 1945, contadino, Medaglia d’oro al valor militare alla memoria. Nella sua famiglia erano sette tra fratelli e sorelle e durante la Seconda guerra mondiale ben quattro dei Baron erano sotto le armi. Germano, alpino, aveva partecipato alla campagna di Russia con la “Julia” e ne era tornato, nel 1942, con un congelamento di secondo grado ai i piedi. Ricoverato a Varese, non esitò, dopo l’armistizio, a prendere le armi contro i nazifascisti nella sua terra, rendendosi protagonista di audacissime azioni contro gli occupanti. Memorabile, l’assalto guidato dal “Turco”