Guido Revoloni: un breve profilo biografico a cura di Roberto Pellizzari

GUIDO REVOLONI
(Vicenza 1919- Dueville 1944)

Guido Revoloni nasce a Vicenza il 29 novembre 1919. Studente di lettere all’Università di Padova, si arruola negli Alpini e alla Scuola Allievi Ufficiali di Aosta consegue la nomina a sottotenente di complemento. Dopo l’8 settembre 1943 rientra in famiglia e non esita ad abbracciare la causa della Resistenza; sotto la guida di “Nino” Gaetano Bressan si specializza come artificiere: entra a far parte del Btg. “ Guastatori”della Divisione “ Vicenza”. Giovane intellettuale di profondi sentimenti cristiani, animato da vivissimo spirito di altruismo, appena finita la guerra si adoperò alla ricerca e al disinnesco di bombe inesplose, le micidiali bombe “ a farfalla”, che infestavano le campagne del Vicentino con pericoli enormi per la popolazione. In un terreno nei pressi di Dueville, tenuto dalla famiglia Gramola, l’ultima bomba gli restò in mano, dilaniandolo orribilmente: era il 27 maggio 1945. L’università di Padova gli conferirà nel 1947 la laurea Honoris causa in lettere. Dueville ogni anno commemora Revoloni l’ultimo sabato di maggio sul luogo della disgrazia dove esiste un piccolo monumento alla fine di via Cittadella.
Guido Revoloni era dotato di un talento unico nel saper falsificare documenti e timbri: un vero artista. I suoi protetti, colleghi combattenti, erano sempre in licenza o soggetti ad ospedalizzazione. Guai a non avere una copertura credibile: si rischiava la fucilazione, ben che andasse la deportazione in Germania. Scrive di lui Riccardo Vicari, della Br. “Argiuna”, poi professore e preside del Pigafetta, assessore nella giunta Sala anni 60-70: “…dal Distretto Militare ( vi era impiegato Angelo Giuliari, attivo antifascista) uscivano fogli di licenza, tessere di riconoscimento che finivano nelle mani di Guido Revoloni , il quale falsificava tutte le firme di comandanti italiani e tedeschi. Era l’unico modo per permettere la circolazione dei renitenti ai bandi e dei clandestini. Qual era la forza effettiva del 26° Deposito Misto Provinciale di Vicenza? Certo molto più di quanto credesse il comandante fascista col. Ferruccio Miozzo: meglio di lui, se fosse vivo, potrebbe dirlo Guido Revoloni, solo che lui era tutto impegnato a firmare licenze e fogli d’invio all’Ospedale e il colonnello Miozzo questi soldati non aveva mai l’occasione di vederli! Guido nella sua genialità aveva ideato un particolare chiodo a tre punte per bucare i pneumatici dei camion e delle automobili dei nazifascisti.

Note:
Dueville e Monticello Conte Otto gli hanno dedicato una via. Giuseppe Ottavio Zanon cl 1927, vivente, fu suo allievo e vicino di casa; il 3 agosto 2000 scrive sul Giornale di Vicenza l’articolo intitolato Guido Revoloni: l’altruismo sino al sacrificio. Guido abitava con la famiglia in Contrà S. Marco n°. 10: davanti a casa sua palazzo Folco, la sede del P.N.Fascista ( poi sede della Questura) e nell’edificio retrostante c’erano ( e ci staranno per anni) Direzione e Tipografia del quotidiano cittadino.

Roberto Pellizzaro