FAQ 24
Sono trascorsi cento anni dalle “leggi fascistissime”. Nessun paragone – sia chiaro – con un tempo e una situazione molto diversa. Eppure, c’è qualche lontana affinità?
Una cosa che dovrebbe far riflettere è il metodo seguito dal governo nei casi dell’autonomia regionale differenziata, del premierato, dell’attacco all’indipendenza della magistratura. In tutte e tre i casi, i fautori dello stravolgimento della Costituzione si fanno scudo dietro principi-manifesto volti a celare le loro reali intenzioni.
Nel caso della magistratura, come visto, si tratta dell’art. 104 Cost., che continua a proclamare, formalmente, l’indipendenza della magistratura. Nel caso dell’autonomia regionale differenziata si è sventolato l’art. 5 Cost., che continua a proclamare l’unità e l’indivisibilità della Repubblica. Nel caso del premierato si richiamano gli articoli della Costituzione che continuano a prevedere i poteri del Presidente della Repubblica (pur, in realtà, assegnati al presidente del Consiglio eletto direttamente dal popolo). Inutile aggiungere che, così come nel caso della magistratura, anche per le regioni e per il premier le regole che darebbero attuazione alle riforme negano i principi-manifesto impedendone la concreta attuazione.
In questo una simmetria con il fascismo può ritenersi ci sia, se solo si considera che le “leggi fascistissime” furono approvate senza modificare lo Statuto albertino, che rimase formalmente al suo posto come norma-manifesto per tutto il ventennio mussoliniano, mentre sostanzialmente il posto dello Stato liberale ottocentesco veniva preso dallo Stato totalitario fascista.

