FAQ 21
È stata recentemente approvata in via definitiva la riforma della Corte dei Conti. In che cosa consiste tale riforma e che giudizio si può dare?
La riforma della Corte dei Conti, approvata con legge ordinaria, ne snatura profondamente il ruolo. In sintesi, tre sono le misure maggiormente preoccupanti.
Anzitutto, viene enormemente accresciuto il ruolo del procuratore generale della Corte dei Conti, dotandolo di poteri di comando nei confronti dei pubblici ministeri contabili: potrà addirittura avocare loro le indagini e riassegnarle a chi desidera. Se si considera che il procuratore generale è nominato dal Consiglio di Presidenza della Corte dei Conti (l’equivalente del CSM per i magistrati ordinari) e che tale Consiglio è composto per metà da membri di nomina politica, si comprende il rischio che la politica possa, indirettamente, compromettere l’indipendenza dei PM della Corte dei Conti.
In secondo luogo, viene ampliata a dismisura la tipologia degli atti delle pubbliche amministrazioni sottoposti al controllo della Corte dei Conti, con la clausola che, se entro 30 giorni il magistrato competente non si è pronunciato, allora l’atto si considera approvato (silenzio-assenso). L’intento è chiaro: sommergere i magistrati della Corte diConti di una mole di lavoro impossibile da gestire e sfruttare il silenzio-assenso per vedersi approvati anche atti che avrebbero potuto non superare il controllo.
Infine, l’intervento governativo riduce drasticamente le responsabilità degli amministratori e funzionari pubblici, che potranno essere chiamati a risarcire al massimo il 30% del danno causato, purché la somma non superi il doppio dello stipendio annuo. Così, per esempio, un amministratore che guadagni 40.000 euro all’anno e abbia causato un danno da 1 milione di euro, sarà tenuto a risarcire al massimo 80.000 euro alla pubblica amministrazione. E gli altri 920.000 euro? Li metteremo noi cittadini con le nostre tasse…

