FAQ 14
Pur non prevedendolo formalmente, con la riforma potrebbe avvenire una progressiva dipendenza del Pubblico Ministero dal potere politico?
Una probabile evoluzione dello scenario ora ipotizzato è che un PM eccessivamente potente possa essere percepito come un pericolo anche dal potere politico, qualora non dovesse riuscire a condizionarlo come vorrebbe. Ciò potrebbe essere usato come argomento a sostegno della tesi di chi da tempo vorrebbe trasformare il PM in un funzionario governativo sottoposto alle direttive del ministro della Giustizia(riguardanti, in particolare, i reati su cui indagare prioritariamente), come in effetti è normalmente previsto nei Paesi in cui le carriere dei giudici e dei PM sono separate.
Merita in proposito segnalare che, nel corso del dibattito parlamentare sulla riforma, l’opposizione presentò una proposta di atto di indirizzo per impegnare il governo a non sottoporre il PM all’esecutivo e a non far venire meno il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale (in base al quale il PM è oggi tenuto a indagare su tutte le notizie di reato di cui viene a conoscenza), ma tale proposta fu respinta per via del voto contrario della maggioranza che non volle impegnarsi in tal senso.

