Riforma giustizia – FAQ 13: Impatto della riforma sul ruolo del Pubblico Ministero

FAQ 13 referendum

FAQ 13

  • In che modo con la riforma cambierebbe la funzione del Pubblico Ministero?

il PM è oggi considerabile, alla pari del giudice, un magistrato perché entrambi condividono l’obiettivo della ricostruzione della verità dei fatti. Per questo è importante che accedano alla magistratura con il medesimo concorso e che si formino condividendo quella che viene chiamata la “cultura della giurisdizione”.

Con la riforma il PM si ritroverebbe culturalmente e organizzativamente isolato dal giudice. Il rischio è che si dedichi esclusivamente alla ricerca di prove a sostegno della colpevolezza. Il rischio, insomma, è che il PM si trasformi in una sorta di avvocato dell’accusa. Non è una mera ipotesi: è quanto accaduto in Portogallo, dove vige un sistema per certi versi simile a quello prefigurato dalla riforma voluta dalla destra.

Sarebbe un’evoluzione davvero preoccupante, perché, normalmente, le procure (gli uffici presso cui lavorano i PM) hanno mezzi d’indagine e risorse incomparabilmente superiori a quelle di cui dispongono gli avvocati difensori: basti pensare che a collaborare con il PM sono le forze della polizia giudiziaria (poliziotti, carabinieri o finanzieri distaccati sotto il suo comando). Chi potrebbe realmente combattere ad armi pari contro un PM integralmente rivolto all’accusa?

Solo gli imputati più ricchi, quelli che potrebbero permettersi i grandi studi legali dalle parcelle stellari. Tutti gli altri imputati rischierebbero di ritrovarsi schiacciati dallo strapotere dell’accusa.

Se a ciò si aggiunge che un PM così potente nel giudizio sarebbe esposto ai condizionamenti della politica nel CSM dei pubblici ministeri, si comprende il pericolo che lo strapotere dell’accusa possa essere condizionato a fini politici dalla maggioranza di turno