Comunicato della Segreteria provinciale ANPI di Vicenza – 2 novembre 2026
La cronaca di questi giorni ha riportato tre episodi che temiamo siano legati da un preoccupante filo nero: a Montecchio Maggiore vengono ritrovati armi ed esplosivo in una villa e nelle sue adiacenze; a Bassano del Grappa viene divelta una croce in viale dei Martiri e il sindaco di San Pietro Mussolino partecipa in pompa magna a una cena in ricordo della marcia su Roma.
Il ritrovamento di armi ed esplosivo a Montecchio Maggiore
Sul primo episodio saranno gli inquirenti a dirci provenienza e destinazione dell’esplosivo e dell’altro materiale ritrovato. La nostra preoccupazione nasce dal fatto che, com’è noto, perché frutto di numerose inchieste sul terrorismo nero e sulle stragi fasciste degli anni ’70 del secolo scorso, la valle del Chiampo, alla quale apre Montecchio, è stata luogo di reperimento di esplosivo per le più violente e devastanti stragi di quegli anni, a partire da Piazza Fontana del 12 dicembre 1969.
Protagonista Delfo Zorzi, originario di Arzignano, e altri insieme a lui. Il Veneto, in quegli anni, rappresentò uno snodo cruciale dello stragismo.
La croce divelta a Bassano del Grappa
La croce divelta a Bassano, nel viale intitolato agli impiccati dai nazifascisti il 26 settembre 1944, desta ribrezzo e rabbia perché segue un analogo episodio compiuto a inizio anno.
Non è casuale che vengano colpiti quegli alberi: chi lo fa non compie un generico atto di vandalismo, ma sa di violare un luogo simbolo della guerra di Liberazione, che rimanda alla memoria della città e alla necessità di antifascismo oggi.
Il sindaco di San Pietro Mussolino alla cena per la marcia su Roma
La partecipazione del sindaco di San Pietro Mussolino ad una cena “nostalgica” non sorprende; altri sono stati gli episodi nei quali la sua vicinanza al neofascismo è stata chiara ed esplicita.
Noi qualche anno fa l’abbiamo denunciato per un violento attacco alla nostra associazione ed ai valori che ci sorreggono e siamo in attesa della sentenza del tribunale di Vicenza.
Condividiamo le condanne e le richieste di dimissioni (che, purtroppo, non arriveranno) che altri hanno esposto in questi giorni e auspichiamo che dalle istituzioni arrivino altre riprovazioni. È necessario isolare questi personaggi.
Il filo nero del fascismo e del neofascismo
Il filo nero che lega questi episodi è dato dal fascismo e dal neofascismo, che oggi non hanno più timore di rendere visibili ed esplicite le loro posizioni e propensioni, perché percepiscono un clima politico che permette a chi vive non solo di nostalgia, ma pensa che una qualche forma di fascismo possa e debba tornare, di assumere questi comportamenti.
In questo sono favoriti dalle continue violazioni alla Costituzione antifascista operate dal Governo e dai richiami al fascismo che vengono da rappresentanti istituzionali (in prima fila il presidente del Senato), oltre che dal clima di guerra e violenza che ci circonda.
Invitiamo cittadine e cittadini democratici e antifascisti a mobilitarsi e ad aderire a ogni occasione di protesta verso un clima politico che va contro la Costituzione e mette a rischio la democrazia; sosteniamo e ringraziamo le tante ragazze e i ragazzi che scendono nelle piazze e nelle strade per i propri diritti, scandendo lo slogan “siamo tutte/i antifasciste/i”.
Del loro antifascismo e del loro protagonismo c’è bisogno, come c’è necessità di partecipazione di tante e tanti.
La partecipazione democratica resta il miglior antidoto ad ogni forma di autoritarismo.
Vicenza, 2 novembre 2026
Segreteria provinciale ANPI

