Nell’estate del 1975 iniziano le prime registrazioni di canti tradizionali da parte di due componenti (Gianmaria Sberze e Gianni Schiro) del Canzoniere Vicentino, gruppo da poco formatosi (primavera del 1975). Con l’aiuto di un registratore ad audiocassette si iniziano a raccogliere i primi documenti sonori nei comuni diArsieroePosina, dai quali emergono soprattutto canti riferibili alla Grande Guerra, oltre a canti narrativi e di genere vario.
A margine di queste registrazioni vengono anche effettuate interviste, purtroppo non documentate, a testimoni della Resistenza, dalle quali emergono alcuni canti che vengono memorizzati dai raccoglitori in maniera diretta, cioè imparando a cantarli assieme ai testimoni e trascrivendo i testi manualmente man mano che venivano proposti (d’altra parte molte melodie erano già ben conosciute da chi le raccoglieva).
Il fatto di non possedere registrazioni di queste testimonianze è dovuto alla mancanza dello strumento con cui effettuarle (registratore), ma anche a una sottovalutazione dell’importanza di mantenere memoria di questi documenti, in quanto i testimoni all’epoca avevano una cinquantina d’anni e quindi si pensavano come persone in grado di comunicare direttamente e per un buon numero di anni a seguire le loro esperienze in merito, a differenza dei reduci della Grande Guerra o dei testimoni di periodi più lontani nel tempo, giunti spesso ad età venerabili e quindi con maggiore urgenza di essere immortalati su supporti durevoli come un nastro magnetico.
In questo modo vengono trascritti alcuni canti sicuramente presenti nelle zone dellaVal d’Asticoe dellaVal Posinadurante il periodo 1944-45:Vigliacco Mussolini, Partigiano che cosa rimiri, Il bersagliere ha cento penne, E se i tedeschi, Col parabello in spalla.
L’anno seguente, nel comune diValli del Pasubio, un incontro con un gruppo di partigiani locali, appartenenti alla formazione diBruno Brandellero(poi denominata “Martiri della Val Leogra”) porta a consolidare le conoscenze rispetto alla tipologia di canti resistenziali presenti sul territorio dell’Alto Vicentino.
Come in molte altre formazioni garibaldine ben conosciuti e cantati sonoFischia il ventoeLe tre bandiere, oltre ad alcuni dei canti citati prima.
Bisogna tener conto che i canti rintracciati nel 1975 avevano tutti (tranneVigliacco Mussolini) una derivazione da canti degli alpini antecedenti la Seconda Guerra Mondiale, quindi c’è un legame specifico con le formazioni militari di fanteria alpina a cui appartenevano originariamente i partigiani stessi o i loro familiari.
L’incontro di Valli del Pasubio non porta comunque ad un arricchimento del repertorio già rintracciato l’anno precedente, se non per quanto riguarda una conferma sull’uso dei canti del repertorio alpino, oltre ai due canti (Fischia il ventoeLe tre bandiere) caratteristici delle formazioni garibaldine un po’ in tutto il Nord Italia.
La modalità con cui sono state effettuate le interviste nei due casi sopra citati, in realtà non ha avuto nulla di “scientifico”, limitandosi di solito a lunghe chiacchierate, della durata di parecchie ore complessivamente, in cui è prevalso di gran lunga il racconto degli eventi sulle testimonianze cantate, che sono risultate essere scarse e considerate evidentemente marginali dai testimoni dell’epoca.
In seguito non si sono più svolte ricerche mirate sui canti della Resistenza, ma si è attuata una ricerca riguardante tutti i repertori del canto di tradizione orale.
Dal 1979, con l’ingresso nel gruppo di Luciano Zanonato, i canti comunicati dagli informatori sono stati registrati, anche se in certe occasioni, come alla fine dei concerti del gruppo, quando qualcuno fra il pubblico ci comunicava qualche integrazione dei canti ascoltati, non sempre era disponibile il registratore, per cui si scrivevano le nuove parti del testo e si cercava di farsi dare un recapito per poter poi passare a registrare (cosa che peraltro non sempre è stata possibile).
Un buon contributo alla raccolta di canti antifascisti e della Resistenza è venuto dalle interviste effettuate durante la ricerca sul repertorio di filanda negli anni ’80. Anche in altre interviste non mirate, negli anni successivi, sono stati raccolti canti antifascisti, fino ad arrivare al 2021, anno in cui, in occasione dell’allestimento di uno spettacolo su un comandante partigiano del Basso Vicentino, abbiamo ricercato nuovi canti legati alla Resistenza.
Con l’aggiunta dell’ultimo brano registrato nel novembre 2022 (8 settembre) siamo arrivati alla definizione completa del repertorio che viene proposto nel CDNostra legge la libertà.
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