Un ex partigiano, Victor Piazza, si infiltra tra le famiglie Sella e Munari fingendo di essere fuggito da un lager. È invece un agente del BdS-SD: il 6 gennaio tre partigiani della “Pasubiana” vengono catturati a Montepiano, torturati all’osteria di Ponte Maso e fucilati il giorno seguente.
Fucilati a Ponte Maso
- Giovanni Cioni “Cirillo”, classe 1917.
- Enrico Cuneo “Mistero”, classe 1921.
- Igino Radere “Castagna”, classe 1923.
Il 7 gennaio Ost-Bataillon 263 e Brigata nera arrestano altri diciannove patrioti, fra i quali sette staffette e don Antonio Rigoni Sternle. Quindici sono deportati a Bolzano; gli uomini, salvo Giuseppe Bonifaci, vengono trasferiti il 1º febbraio a Mauthausen e Gusen e nessuno torna.
Morti in deportazione ricordati dalla fonte
- Don Antonio Rigoni Sternle, Giuseppe Carotta, Secondo Dal Pozzo “Tempesta”, Olinto Leoni, Antonio Lorenzi “Nadir”, Stefano Munari, Giuseppe Rossati e Agostino Scalzeri.
- Bruno Pergher, deportato separatamente come lavoratore coatto, muore a Kahla.
Sopravvivono Giuseppe Bonifaci, Luigi Costa, Clelia, Pierina e Santina Munari, la loro madre, Dolores Sella e Maria Sella.
Responsabili indicati dalla fonte
- BdS-SD di Roncegno e Rovereto, Kommando Andorfer: Herbert Andorfer, Victor Piazza, Nazario Sordo, Quarto Stenghele, Severino Toller e altri.
- Reggimento di polizia SS “Bozen”, Ost-Bataillon 263 e 22ª Brigata nera “Faggion”; la fonte indica Narciso Bonifaci tra i denuncianti locali.
Fonte editoriale: Pierluigi Damiano Dossi Busoi (a cura di), Cronistorico e vittime della Guerra di Liberazione nel Vicentino, vol. III, pp. 127–130.
