Sabato 6 gennaio 1945 — Rastrellamento, esecuzioni, retate e deportazioni in Val d’Astico.

Un ex partigiano, Victor Piazza, si infiltra tra le famiglie Sella e Munari fingendo di essere fuggito da un lager. È invece un agente del BdS-SD: il 6 gennaio tre partigiani della “Pasubiana” vengono catturati a Montepiano, torturati all’osteria di Ponte Maso e fucilati il giorno seguente.

Fucilati a Ponte Maso

  • Giovanni Cioni “Cirillo”, classe 1917.
  • Enrico Cuneo “Mistero”, classe 1921.
  • Igino Radere “Castagna”, classe 1923.

Il 7 gennaio Ost-Bataillon 263 e Brigata nera arrestano altri diciannove patrioti, fra i quali sette staffette e don Antonio Rigoni Sternle. Quindici sono deportati a Bolzano; gli uomini, salvo Giuseppe Bonifaci, vengono trasferiti il 1º febbraio a Mauthausen e Gusen e nessuno torna.

Morti in deportazione ricordati dalla fonte

  • Don Antonio Rigoni Sternle, Giuseppe Carotta, Secondo Dal Pozzo “Tempesta”, Olinto Leoni, Antonio Lorenzi “Nadir”, Stefano Munari, Giuseppe Rossati e Agostino Scalzeri.
  • Bruno Pergher, deportato separatamente come lavoratore coatto, muore a Kahla.

Sopravvivono Giuseppe Bonifaci, Luigi Costa, Clelia, Pierina e Santina Munari, la loro madre, Dolores Sella e Maria Sella.

Responsabili indicati dalla fonte

  • BdS-SD di Roncegno e Rovereto, Kommando Andorfer: Herbert Andorfer, Victor Piazza, Nazario Sordo, Quarto Stenghele, Severino Toller e altri.
  • Reggimento di polizia SS “Bozen”, Ost-Bataillon 263 e 22ª Brigata nera “Faggion”; la fonte indica Narciso Bonifaci tra i denuncianti locali.

Fonte editoriale: Pierluigi Damiano Dossi Busoi (a cura di), Cronistorico e vittime della Guerra di Liberazione nel Vicentino, vol. III, pp. 127–130.