La sera del 18 novembre agenti del BdS-SD di Rovereto si presentano nell’abitazione-negozio della famiglia Pianegonda a Valli del Pasubio.Walter Pianegonda “Rado”, vicecommissario della Brigata “Pasubiana”, riesce a fuggire; viene arrestata la sorellaValentina “Wally”, staffetta “Kora”, e poco dopo anche la sorella maggioreAdriana.
Il 26 novembre gli agenti arrestano la madreMaria Bariola Bone il 28 novembre prelevano dall’Istituto delle Canossiane di Schio ancheNorma Noemi Pianegonda, non ancora quattordicenne. Le quattro donne vengono imprigionate a Rovereto, sottoposte per giorni a violenze e interrogatori e tenute in celle separate, senza che riescano a costringerle a parlare.
Vengono arrestati anche Walter, poi catturato a Thiene, gli zii Bruno Pianegonda, Rosa e Giulio Bariola Bon, Alcide Roso “Gallo”, Giselda Roso, Orazio Buselli “Coclite”, Ettore Savignago, Giuseppe Palezza, Domenico Penzo, Lisella Basso ed Erminia Pianalto. Dopo il bombardamento del carcere di Rovereto del 31 gennaio 1945, il gruppo viene deportato a Bolzano; Walter è poi inviato a Dachau, mentre gli altri restano a Bolzano sino alla fine della guerra.
Responsabili indicati dalla fonte
- BdS-SD di Rovereto, Kommando Andorfer: Victor Piazza, Valerio “Adalberto” Menichetti, Natale “Natalino” Cardini e Joseph Fiene.
- Distaccamento del Corpo di Sicurezza Trentino di Valli del Pasubio: Albino Deromedis.
Fonte editoriale: Pierluigi Damiano Dossi Busoi (a cura di), Cronistorico e vittime della Guerra di Liberazione nel Vicentino, vol. III, pp. 73–74.
