“Il 7 corrente, in Vicenza, il personale del locale U.P.I. catturava certo Leone Franceschini e Aurelio Piva, i quali confessavano di aver militato tra i ribelli”, dal Notiziario (“Mattinale”) della GNR di Vicenza al Duce del 28.6.44.388
Leone Franchini “Franco” e Giordano Pacquola “Oreste”, comandante e commissario del “Gruppo garibaldino di Porta Manazzo”, scesi dall’Altipiano dei 7 Comuni per chiedere istruzioni al Comitato Militare Provinciale di Vicenza dopo i rastrellamenti di fine maggio, vengono catturati a Vicenza il 7 giugno ’44. La trappola è orchestrata da Savino Bassi, comandante l’UPI/GNR di Schio, poi passato con tutto il suo ufficio al BdS-SD tedesco, coadiuvato da Angelo Gozzi e Giuseppe Rigon, che oltre alla cattura di “Franco” e “Oreste”, porta anche al fermo di Aurelio Piva,389 aiutante maggiore del comandante il CMP, maggiore Mario Malfatti “Giorgio”, e della staffetta Irma Zanotelli “Sonia”, moglie di “Franco”; sfugge viceversa alla cattura Augusto Slaviero “Blasco”. Dopo gli interrogatori condotti personalmente dal Bassi, “Franco”, “Oreste” e Piva sono deportati in Germania ai lavori coatti, mentre “Sonia” è rimessa in libertà. “Franco”, “Oreste” e Piva saranno liberati dai sovietici il 24.1.45 dal Leone Franchini “Franco” e Irma Zanotelli “Sonia” Lager di Brick, in Polonia; con loro anche Italo Slomp (Foto: copia in Archivio CSSAU)
“Dumas”.
Fonte editoriale: Pierluigi Damiano Dossi Busoi (a cura di), Cronistorico e vittime della Guerra di Liberazione nel Vicentino, vol. II, pp. 161.
