Quello che si propone in questa scheda è il caso-tipo di una delle tante vicende che hanno visto la cattura e la deportazione in Germania al lavoro coatto di migliaia di cittadini vicentini per opera della Compagnia GNR del Lavoro, a questo scopo istituita. La sera del 5 giugno 1944, a Levà di Montecchio Precalcino, è in corso un rastrellamento “mirato” della GNR del Lavoro di Vicenza, che porta all'arresto di due giovanissimi operai: Antonio Frigo (di Giuseppe e Lucia Paulin, nato il 24.8.26), e Valentino “Nello” Savio (di Michele e Angela Caretta, nato il 14.12.26). Sono arrestati nelle loro case da una pattuglia della GNR del Lavoro, guidata da fascisti della locale Squadra d’Azione. I due giovani sono portati a Vicenza presso la Caserma “Misericordia”, sede della Compagnia della GNR del Lavoro vicentina, e poi deportati in Germania come “lavoratori coatti” nel Lager di Anfin, presso Muhldof sull'Inn, in Baviera. Vengono addetti allo scarico e scarico di camion e treni, a spalare ghiaia nelle cave, scavare fosse, sgomberare macerie, sotto la neve, la pioggia e i bombardamenti, con pochissimo cibo, 12 ore di lavoro al giorno per sette giorni su sette. Riescono comunque a sopravvivere e a rientrare a casa già nel maggio del ‘45. La loro cattura e la loro deportazione potrebbe sembrare anomala.
Fonte editoriale: Pierluigi Damiano Dossi Busoi (a cura di), Cronistorico e vittime della Guerra di Liberazione nel Vicentino, vol. II, pp. 117.
