Il parroco di Fongara, don Severino Giacomello, è giunto a conoscenza che nella sua giurisdizione ecclesiastica ci sono 16-17 “foresti” che vivono da un po’ di tempo presso l’ex albergo sul Monte Spitz. Si tratta del gruppo allora denominato Distaccamento partigiano degli operai di Schio, ma che diventerà di lì a poco il “Gruppo di Malga Campetto”, ossia il Distaccamento “Fratelli Bandiera”, cioè il primo nucleo della futura Divisione garibaldina “Ateo Garemi”. Il 16 gennaio il parroco fa visita al gruppo partigiano; l’incontro è amichevole e cordiale, anzi il sacerdote “si offre di avvisarci con il suono delle campane se appaiono in giro strane facce sospette”. Qualche giorno dopo si presentano alla porta della canonica di Fongara due forestieri che si spacciano per partigiani e vogliono parlare con il parroco. Don Severino li fa entrare in canonica, offre loro da mangiare, gli consegna un sacco di patate, un mazzo di carte da gioco per i compagni, auspicando inoltre che gli Alleati liberino quanto prima tutta l’Italia dai nazi-fascisti. I due però non sono partigiani, viceversa sono agenti fascisti della Squadra d’Azione Chiesa di Fongara di Recoaro (Foto: copia Archivio CSSAU) Speciale della federazione del PFR di Vicenza,276 e l’equivoco costa caro al parroco.
Fonte editoriale: Pierluigi Damiano Dossi Busoi (a cura di), Cronistorico e vittime della Guerra di Liberazione nel Vicentino, vol. I, pp. 148.
