La vittima: 1. sottotenente Giuseppe Cederle di Antonio e Teresa Muraro, cl.18, da Montebello Vicentino; del 1° Raggruppamento Motorizzato, muore in combattimento a quota 343 di Monte Lungo, Medaglia d’Oro al Valor Militare: “Benché appartenente a reparto non impiegabile, otteneva di essere inquadrato in prima linea al comando di un plotone che conduceva all’assalto contro tedeschi sistemati in caverne, su terreno difficilissimo sotto micidiale tiro di mitragliatrici e bombe a mano. Con un braccio fracassato incitava i suoi uomini a contenere il contrattacco nemico gridando: «Ho dato un braccio alla Patria, non importa, avanti per l’onore d’Italia». Colpito a morte trovava ancora la forza di trarre di sotto la giubba una bandiera tricolore che scagliava in un supremo gesto di sfida contro il nemico, additandola ai suoi soldati perché la portassero avanti. – Quota 343 di Monte Lungo, 8 dicembre 1943”. 2. fante Domenico Boscato di Giovanni e Caterina Silvestri, cl.09, del 232° Regg. Fanteria, 315 Btg. Costiero, dopo l’8 settembre è inquadrato nel 6° Gruppo Btg. del CIL. Ricoverato presso l’Ospedale Civile di Caserta a seguito di incidente automobilistico, muore il 13 maggio 1944; è sepolto nel Cimitero Militare di Mignano Montelungo.
L'insostenibile leggerezza dell'essere.
Fonte editoriale: Pierluigi Damiano Dossi Busoi (a cura di), Cronistorico e vittime della Guerra di Liberazione nel Vicentino, vol. I, pp. 116.
