Le vittime: 1. Nereo Brazzarola di San Bonifacio (Vr); 2. Rino Franchetto di Veronella (Vr); 3. Silvio Gnesato di S. Gregorio di Veronella (Vr); Il contesto è quello di San Bonifacio dove da qualche giorno hanno preso alloggio truppe germaniche, ma la vicenda è significativa per tutta l’Italia occupata; probabilmente i tedeschi vogliono far capire subito chi comanda, per loro, dominare l’intero territorio significa tenere lontani gli Alleati dalla Germania. Non possono tollerare atti di sabotaggio né assalti ai vari magazzini che si vanno riempiendo di ogni genere di merce requisita per poter garantire la prosecuzione della guerra; sanno che la gente è stremata per le restrizioni alimentari. Fuori dai vari depositi, per esempio, hanno posto cartelli che dicono: “Questo magazzino appartiene alle Forze Armate Germaniche. Chiunque tenterà di asportate qualsiasi cosa sarà passato per le armi”: bisogna stroncare sul nascere quel clima caotico che si è determinato dopo l’8 settembre con le caserme abbandonate, i furti frequenti a danno dei depositi di materiale militare; bisogna mettere fine al “mercato nero” di ogni genere di merce, anche sé non è detto che i tedeschi stessi non vi sguazzino dentro, militari, magazzinieri, sorveglianti, ecc.
Fonte editoriale: Pierluigi Damiano Dossi Busoi (a cura di), Cronistorico e vittime della Guerra di Liberazione nel Vicentino, vol. I, pp. 87.
