Il 1943, il terzo anno di guerra per l’Italia, iniziato con la resa della 6ª Armata tedesca a Stalingrado e la grande e tragica ritirata di Russia, prosegue con la presa di Tripoli per mano inglese e di Algeri da parte americana. Una serie di sconfitte delle forze dell’Asse che hanno ripercussioni in tutto il mondo e anche in Italia. Le sconfitte militari e una serie di avvenimenti interni, in particolare gli scioperi nel marzo 1943 nelle grandi città industriali dell’Italia settentrionale, l’intensificarsi dei bombardamenti sulle grandi città da parte delle forze Alleate anglo-americane e, non ultimo, lo sbarco delle truppe Alleate in Sicilia il 10 luglio, accelera la crisi politica del regime fascista. La piega irreversibile presa dalle vicende militari, obbliga Vittorio Emanuele III a darsi da fare: il re contratta segretamente Dino Grandi e assieme decidono di eliminare politicamente Mussolini, al fine di aprire poi trattative con gli anglo-americani, per giungere a un armistizio e alla pace. Il 25 luglio, l’iniziativa si concretizza nel corso di una seduta del Gran Consiglio del fascismo. Su un ordine del giorno di Grandi, Mussolini è sfiduciato e poi arrestato dai Carabinieri. Il re, con i pieni poteri che tornano nelle sue mani, nomina il maresciallo d’Italia Pietro Badoglio nuovo capo del governo.
Fonte editoriale: Pierluigi Damiano Dossi Busoi (a cura di), Cronistorico e vittime della Guerra di Liberazione nel Vicentino, vol. I, pp. 9.
