Domenica 21 novembre 1943 — Azione partigiana a Vallonara e rappresaglia a Marostica (Pedemontana Altipiano 7 Comuni).

Al mattino del 21 novembre, Alfonso Caneva si sta dirigendo con il suo furgoncino, assieme ad un’inserviente (Fulvia Miotti), verso Lusiana per allestire il suo banco di calzature, quando da un lato della strada che da Vallonara sale verso Crosara, in prossimità del terzo tornante, parte una scarica di arma automatica che blocca l’automezzo. La donna, illesa, è subito lasciata libera di incamminarsi lungo la stradina che conduce verso Cà Bianca, mentre Caneva è freddato con un colpo alla testa. Gli autori dell’esecuzione sono i partigiani del “Gruppo di Fontanelle di Conco”: Giuseppe Crestani “Bepi-Strizza”, Tommaso Pontarollo “Coarossa-Masetti”, Enzo Passamai “Audace”, Decimo Vaccari “Deciso” e Luigi Nodari “Carabiniere”. Alfonso Caneva è il primo fascista repubblichino vicentino a essere giustiziato. Appena giunta notizia dell’accaduto a Vicenza, i repubblichini salgono a Marostica per vendicare l’uccisione del Caneva, e con l’intenzione dichiarata di “fare come a Ferrara”. È arrestato l’antifascista Ermenegildo Guarda o Guardo “Gino”, barbiere: con le sue rivelazioni sulla provenienza del materiale di propaganda e i manifesti trovati in suo possesso, è fermato il professore di filosofia Serafino Serafini, che a sua volta fa il nome del suo collega, il prof. Mario Dal Prà di Vicenza.

Fonte editoriale: Pierluigi Damiano Dossi Busoi (a cura di), Cronistorico e vittime della Guerra di Liberazione nel Vicentino, vol. I, pp. 91.