Domenica 31 dicembre 1944 — Agguato ad Alte di Montecchio Maggiore (Ovest Vicentino).

Il 31 dicembre la staffettaMaria Erminia Gecchele “Lena”, responsabile dei servizi informativi della “Garemi”, raggiunge in bicicletta Alte di Montecchio Maggiore per consegnare un messaggio. Fermata da militi che l’attendevano, riesce a ingoiare il documento, ma viene picchiata e portata a “Villa Triste” a Vicenza.

Due giorni dopo è trasferita a Palazzo Giusti a Padova, sede della “Banda Carità”, dove viene torturata sino alla Liberazione senza rivelare informazioni. Nello stesso giorno vengono catturati la staffetta Alberta Caveggion “Nerina” e il partigiano Giovanni Dal Maso “Cavallo”. La fonte indica come infiltratoMatteo Crippaldi, presentatosi come staffetta del Comando regionale.

Responsabili indicati dalla fonte

  • “Banda Carità”, reparto speciale italiano del BdS-SD: Mario Carità, Ferdinando Bacoccoli, Umberto Usai, Guglielmo Calandri, Bruno Fanfani, Matteo Crippaldi e altri.
  • Un reparto dell’Ost-Bataillon 263.

“Lena” sopravvive; la sua resistenza alle torture ispira la poesiaLa partigiana nudadi Egidio Meneghetti.

Fonte editoriale: Pierluigi Damiano Dossi Busoi (a cura di), Cronistorico e vittime della Guerra di Liberazione nel Vicentino, vol. III, pp. 117–119.