All’alba del 20 novembre una squadra speciale della 22ª Brigata nera “Faggion”, in abiti civili e comandata daRenato Longoni, raggiunge Contrà Gasparini. I militi si presentano come partigiani, radunano gli abitanti e aprono il fuoco. Seguono inseguimenti, violenze, saccheggi e minacce di incendiare le case.
Vittime
- Antonio Gasparini, classe 1877, patriota.
- Francesco Gasparini di Girolamo, classe 1922, patriota.
- Francesco Gasparini di Natale, classe 1879, patriota.
- Otello Gasparini, classe 1922, patriota, ferito e morto poche ore dopo all’ospedale di Thiene.
Restano ferite Caterina Zanoni e la diciassettenne Lucia Gasparini; Gaetano Gasparini riesce a fuggire. La fonte collega l’operazione a informatori locali e ricorda altri episodi avvenuti nei giorni immediatamente precedenti e successivi, compresa la morte di Teresa Maria Poletto la sera del 20 novembre.
Responsabili indicati dalla fonte
- Squadra speciale della 22ª Brigata nera “Faggion”: Renato Longoni, Carlo Carlassare, Giuseppe Zaupa, Giovanni Badina, Guido Ribon, Mario Porrà, Federico Busnelli, Otello Frigo e un milite indicato come Mareso.
- Sono inoltre menzionati Giovanni Testolin “Sceriffo”, Giovanni Battista Francesco Sperotto, Igino Poletto, Benedetto Xausa e Luigi Gnata.
Un cippo con le fotografie delle vittime ricorda la strage in via Costa, a Contrà Gasparini.
Fonte editoriale: Pierluigi Damiano Dossi Busoi (a cura di), Cronistorico e vittime della Guerra di Liberazione nel Vicentino, vol. III, pp. 77–80.
