Il 30 ottobre 1944, a Costa di Breganze, tre partigiani del 4° Battaglione “Breganze” fermano un autocarro in avaria carico di vino per la Brigata nera. I tre militi di scorta reagiscono:Domenico PerrillieGiuseppe Pistorellovengono uccisi, mentre l'autistaCesare Milaniviene disarmato e liberato. Il civileFrancesco Azzolin, usato come scudo umano, rimane mortalmente ferito. La fonte indica come probabili autori i partigianiGuerrino Baggetto, Sergio Bulfon “Principe di Galles”eLuigi Zoso “Alfio”.
Il 31 ottobre Brigate nere e tedeschi rastrellano Maragnole e catturano diciassette giovani. A Mason Vicentino cinque di loro, tutti con documenti regolari, vengono fucilati:Andrea Brian, Aldo Panozzo, Guido Novello, Antonio MarchiorettoeRenato Marchi. Altri prigionieri riescono a sottrarsi all'esecuzione. La rappresaglia colpisce anche Villa Elettra, proprietà della madre di Luigi Zoso, saccheggiata e incendiata con l'abitazione del mezzadro Angelo Miotti.
Responsabili indicati dalla fonte
- 7ª e 8ª Compagnia della 22ª Brigata nera “Faggion”:Renato Andreuzzi, Nazzareno Avorio, Gino Baldieri, Domenico Di Vincenzo, Amedeo Zitto, oltre adAmerigo Lulli, Aldo Piras, Antonio Pascarella, Mario FilippieAntonio “Momi” Ronzani.
- Squadra d'azione della Brigata nera di Breganze:Francesco Corradini, Lorenzo Battistello, componenti della famiglia Scaroni e altri.
- Reparti tedeschi di stanza a Breganze.
Fonte editoriale: Pierluigi Damiano Dossi Busoi (a cura di), Cronistorico e vittime della Guerra di Liberazione nel Vicentino, vol. III, pp. 46-47.
