Tra il 27 e il 28 ottobre 1944 reparti fascisti e tedeschi rastrellano i Prelessini orientali e la Val Leogra. L'obiettivo principale èPietro Barbieri “papà Battaglia”, nato nel 1905, organizzatore della Resistenza scledense lungo la direttrice Magrè-Monte Magrè-Monte Civillina e poi decorato con la Medaglia d'argento al valor militare.
La casa di Barbieri, punto di incontro e assistenza per i partigiani, viene circondata la sera del 28 ottobre da una colonna guidata dall'agente del BdS-SDCirillo Zalunardo. All'interno si trovano Pietro, la moglie Jolanda Boschetti, la figlia Gisella di otto anni e la nipote Maria. Gli assalitori sparano contro porte e finestre e incendiano l'edificio. Barbieri salta da una finestra sparando per attirare il fuoco su di sé e consente alle tre familiari di fuggire, sacrificando la propria vita.
Durante il rastrellamento vengono saccheggiate o incendiate altre abitazioni a San Vito di Leguzzano, Priabona, Magrè e Monte di Magrè.
Responsabili indicati dalla fonte
- BdS-SD di Schio:Cirillo Zalunardo “Barba” o “Balbo”.
- Gendarmerie Zug di Schio.
- 5ª Compagnia della Legione “Tagliamento”:Alberto Martino.
- 9ª Compagnia di Schio della 22ª Brigata nera:Raffaele Aquino.
Fonte editoriale: Pierluigi Damiano Dossi Busoi (a cura di), Cronistorico e vittime della Guerra di Liberazione nel Vicentino, vol. III, pp. 43-44.
