Sabato 7 ottobre 1944 — Comincia una serie di rastrellamenti sull’Altipiano dei Sette Comuni che culminerà nell’eccidio di Foza.

Dal 7 al 18 ottobre 1944 reparti tedeschi e fascisti conducono rastrellamenti ad Asiago, Roana, Canove, Camporovere, Treschè Conca, Foza e Stoner di Enego. Vengono fermate centinaia di persone, saccheggiate abitazioni e attività e compiute distruzioni. A Stoner circa settanta uomini, già impiegati nella Todt, sono rinchiusi nelle scuole insieme al curato don Angelo Dalla Costa; ad Asiago circa cento uomini vengono concentrati nella caserma “Riva” e venticinque trasferiti a Thiene.

Il 18 ottobre, in località San Francesco di Foza, uomini dell'Ost-Bataillon 263 seviziano e uccidono sette persone con armi bianche, occultandone i corpi in una galleria della Grande Guerra.

Vittime

  • Renato Ambrosini, albergatore e partigiano della Brigata “7 Comuni”.
  • Cirillo Alberti “Fajo”, patriota della Brigata “7 Comuni”.
  • Gino Bernar, civile.
  • Amedeo Contri “Bolso”, civile che si spacciava per partigiano.
  • Nikolaj Smirnow, soldato sovietico e partigiano.
  • Cirillo Tumolero “Ciance”, patriota.
  • Un secondo partigiano sovietico non identificato con certezza.

Responsabili indicati dalla fonte

Reparti SS tedeschi e italiani, SS-Gendarmerie Zug di Vicenza, Ost-Bataillon 263, Corpo di sicurezza trentino, Legione “Tagliamento”, presidio tedesco di Asiago, 2ª Brigata nera mobile “Mercuri”, 22ª Brigata nera “Faggion” e GNR di Asiago. Fra i nominativi compaionoArtur Beutling, Adelmo e Antonio Caneva, Marco Franco CassadeieAlessandro Schiavazzi.

Fonte editoriale: Pierluigi Damiano Dossi Busoi (a cura di), Cronistorico e vittime della Guerra di Liberazione nel Vicentino, vol. III, pp. 30-31.