Il Patto di Concordia Civica

Il 18 maggio 2005, a sessant’anni dall’eccidio di Schio, i rappresentanti del Comune, del Comitato familiari delle vittime, dell’ANPI e dell’AVL sottoscrivevano il Patto di Concordia Civica.

I firmatari dell'accordo

I firmatari dell’accordo

Dichiarazione sui valori della concordia civica
a sessant’anni dai fatti di Schio.

“Sono trascorsi sessant’anni dalla Liberazione d’Italia e della nostra città di Schio ed anche dai terribili fatti qui accaduti dopo la fine della seconda guerra mondiale; quei fatti, tristemente noti come “Eccidio di Schio”, che hanno prodotto una ferita nella coscienza civile della nostra comunità locale.

Il Sindaco, i rappresentanti dei famigliari delle vittime ed i rappresentanti delle associazioni partigiane si incontrano oggi per una riflessione comune intesa a riconciliare la città con il ricordo di quel tragico evento e a promuovere una duratura pacificazione nel riconoscimento dei valori fondanti del nostro sistema democratico.
La pacificazione viene promossa nella convinta riaffermazione, senza riserve o revisioni, dei valori di libertà, giustizia, e solidarietà per i quali la Resistenza locale e nazionale ha combattuto, valori inviolabili che sono a fondamento della nostra Costituzione.
Per tali valori molti hanno versato un tributo di sangue a Schio, in Italia e in Europa: essi ebbero il coraggio di lottare contro la dittatura nazi-fascista, per l’affermazione di un sistema fermamente democratico. La nostra fede democratica è perciò oggi sufficientemente matura da indurci a riconoscere come l’Eccidio di Schio fu particolarmente ingiusto e insensato.
Rinunciando in questa sede ad un’analisi storiografica di quell’evento, riteniamo tale crimine un esecrando rigurgito di odio e faziosità, compiuto a guerra già finita, che nessuna finalità, seppur distorta, di giustizia, poteva giustificare.
Occorre dunque riconoscere il dolore reciproco, non come un fattore di disunione, ma invece come cemento della nostra ritrovata concordia civica. E non vogliamo in alcun modo che il nostro faticoso cammino sia interrotto da manifestazioni che strumentalizzano i morti dell’Eccidio di Schio.
Per questo compiremo insieme alcuni altri passi importanti ed essenziali, oltre a quelli che già abbiamo condotto e che ci hanno dato la convinzione che si può e si deve andare avanti:

  1. costruiremo insieme un momento di riflessione pubblica congiunta sulla memoria di questi fatti e su questi valori, e sulla nostra comune volontà di vivere democraticamente e in pace a Schio e nel Paese, senza alcun odio o rancore;
  2. celebreremo pubblicamente, insieme a tutti coloro che vorranno pacificamente e sobriamente condividere quel momento, la funzione religiosa che il 7 luglio ricorderà coloro che vennero uccisi nell’Eccidio ed il dolore dei loro familiari;
  3. vogliamo fin d’ora che non vi sia – né in luglio, né mai – alcuna manifestazione di stampo nazi-fascista, e non riconosciamo a nessuno che pratichi ancora quella ideologia la legittimità di parlare in nostro nome di coloro che furono colpiti nelle carceri di Schio il 7 luglio del 1945;
  4. affermiamo perciò di riconoscerci, tutti e per sempre, nei sacri valori costituzionali che furono frutto del sacrificio di chi lottò per la Liberazione di Schio e della nostra Patria.

Consapevoli del valore esemplare della nostra volontà di condivisione del dolore e del ricordo e di quanto per questo è già positivamente avvenuto qui a Schio lo scorso mese d’Aprile e nel giorno della Celebrazione del 60° anniversario della Liberazione, continueremo a proseguire insieme nel cammino intrapreso.

 

Il Sindaco

Luigi Dalla Via

I Rappresentanti del Comitato famigliari delle vittime dell’Eccidio di Schio:

Matilde Sella
Anna Vescovi
Giorgio Ghezzo
Renato Fistarol

I Rappresentanti delle Associazioni partigiane A.N.P.I. e A.V.L:
il Presidente Regionale e Provinciale di Vicenza dell’A.N.P.I.

On. Franco Busetto

Il Presidente Provinciale di Vicenza dell’A.V.L.

Giulio Vescovi