L’incontro organizzato al Teatro Nuovo di Vicenza domenica 28 giugno da Roberto Vannacci per una iniziativa di solidarietà con l’orafo Mario Roggero condannato anche in appello per avere ucciso due rapinatori suscita sgomento e preoccupazione.
Tre le considerazioni.
- Le posizioni xenofobe, securitarie, omofobe e nazionaliste di Vannacci non possono che essere rigettate dalla città di Vicenza insignita di medaglia d’oro al valor militare per il ruolo avuto nella Resistenza. Il fascismo in realtà non se ne è mai andato dalla società italiana, ma ha saputo rigenerarsi attorno ai tradizionali concetti di identità, gerarchia, ordine. La formazione guidata da Vannacci appare una filiazione dell’esperienza del Ventennio adattata ai tempi d’oggi e si inserisce in quell’Internazionale della destra estrema che sta dilagando ovunque nel mondo a partire dal continente europeo. La Vicenza antifascista in tutta la sua policroma composizione culturale e politica non può che isolare un partito così contrario, negli ideali e nelle politiche pubbliche, ai sentimenti di solidarietà, tolleranza, civiltà democratica, accoglienza, legalità, pace, giustizia sociale che dalla Resistenza al nazifascismo si sono trasferiti nella Costituzione repubblicana, Costituzione a cui Vannacci è in tutta evidenza estraneo.
- Il tema dell’incontro è chiaramente indirizzato a parlare alla pancia delle persone e a sollecitare risposte istintive a situazioni complesse. La questione dell’ordine pubblico va affrontata con politiche di prevenzione e di inclusione sociale e con l’irrobustimento e la qualificazione degli apparati di investigazione e di repressione dei reati. Pensare di generalizzare la c.d. “legittima difesa” significa invece uscire dalla legalità costituzionale, violare il postulato del monopolio statuale dell’uso della forza, vulnerare il principio della sacralità della vita, assecondare la vendetta privata, accettare la logica di una primitiva guerra di tutti contro tutti. Nel caso di specie la Corte d’appello ha escluso la “ricorrenza degli elementi costitutivi dell’esimente della legittima difesa”. Costruire una ipotesi politica identitaria su una sentenza relativa ad un fatto in cui ci sono state due vittime denuncia lo spregio della legge, il mancatoriconoscimento dei pilastri valoriali su cui si regge una comunità all’insegna di una demagogia fondata sull’irrazionalità e sulla teorizzazione di un illegalismo di massa.
- Stupisce che un incontro di questo tipo, così marcatamente contrario ai sentimenti di fraternità e di rispetto delle regole che animano i cittadini e le cittadine di Vicenza e ne alimentano l’operosità e l’impegno famigliare, civile e sociale, si celebri al Teatro Nuovo che è il palcoscenico della città. Una città democratica e antifascista, Una città amichevole e accogliente. Una città aperta e imprenditiva. Una città innovatrice e inclusiva.
Come è possibile che nel sito del Teatro di Vicenza, retto da una Fondazione di cui il Comune è socio fondatore, l’evento di Vannacci sia platealmente annunciato quasi fosse uno spettacolo tra i tanti di prosa o di danza con le seguenti parole:
“Mobilitazione nazionale in solidarietà a Mario Roggero. Giuseppe Cruciani eRoberto Vannacci in difesa di Mario Roggero.
Parte da Vicenza la mobilitazione perdifendere il gioielliere Mario Roggero da una condanna ingiusta per aver difeso sèstesso e la sua famiglia da un gruppo di rapinatori.
Mario Roggero rischia di morirein carcere, nessuno merita una sorte del genere. Introduce le motivazioni dellamobilitazione l’imprenditore Alberto Filippi”.
Così si utilizza uno spazio della città per legittimare una modalità aberrante di affrontare la questione della sicurezza e si normalizza ciò che una comunità democratica deve rigettare se non intende smarrire il senso di sé.
Danilo Andriollo
Franca Dal Maso
Luigi Poletto
(Presidenza ANPI provincia di Vicenza)


