Malga Silvagno

[su_box title="Avviso importante" style="noise" box_color="#C00000" title_color="#FFFFFF" radius="7" class="" id="Covid"]Si raccomanda ai tutti i partecipanti alle manifestazioni dell'ANPI di indossare la mascherina, di mantenere le distanze e di rispettare scrupolosamente le norme per la prevenzione dei contagi da Covid-19.[/su_box] [su_service title="Dove" icon="icon: map-marker" icon_color="#000000"] Malga Silvagno - Comune di Valstagna [/su_service] [su_service title="Quando" icon="icon: calendar" icon_color="#000000"] giovedì 30 Dicembre 1943 [/su_service]

Il gruppo di Fontanelle di Conco si era costituito con l’apporto di partigiani locali, dei paesi vicini, di Vicenza e di provati elementi inviati dalla delegazione “Garibaldi” di Padova, sostenuto dagli antifascisti del luogo, di Nove, di Marostica e dagli ambienti di sinistra di Vicenza, Asiago, Bassano e Schio. Ebbe come basi la Malga Cogolin, poi la Malga Silvagno e infine la Casara di Montagna Nuova di Dietro.

Per gravi dissensi interni, accresciuti e rinfocolati da elementi esterni, il gruppo conobbe vicende drammatiche. Il 30 dicembre 1943 quattro uomini di fede comunista, Giuseppe Crestani (cl.1907), Ferruccio Roiatti (cl. 1908), Tomaso Pontarollo (cl. 1905) e “Zorzi-Pirro-Maschio”, veneziano non identificato, furono soppressi da altri partigiani del gruppo. I dissensi vertevano su alcune azioni militari, sulla concezione della lotta partigiana e su questioni di ordine culturale, ideale e morale. Lo stesso gruppo, che usci da questa vicenda fortemente indebolito, dovette poi subire il rastrellamento dell’11 gennaio 1944, che portò alla cattura e alla fucilazione, a Marostica tre giorni dopo, di altri quattro partigiani.

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