A.N.P.I. Vicenza

Tag: 75° anniversario della Liberazione

Il Bersagliere ha cento penne

Gianmaria Sberze ci ha inviato questo canto della Resistenza dell’Italia Settentrionale, testimoniato presente nell’Alto Vicentino durante la guerra di Liberazione (derivato da un precedente canto degli Alpini):

25 APRILE 2020

Come l’acqua pura di una volta,
come l’aria dei nostri monti,
come la forza dell’amicizia,
come l’amore della mia donna,
come il sorriso di un bimbo,
come la solidarietà del bene,
come l’odio per le guerre,
come il desiderio del bello
abbiamo bisogno di RESISTENZA!
È scritto nei cuori donati
sulle colline e nelle case dei poveri,
corone di spine scelte
per la LIBERTA’ di un popolo
che si ribellerà sempre
a falsi profeti e ideologie
anche se in troppi rivalutano
nefandezze e schiavitù riesumate.
Festa di LIBERAZIONE
nei nostri odierni rifugi troppo sicuri
per spalancare le finestre dell’anima
in corpi e cuori che non morranno.

MARIO PAVAN

MORALITÀ DELLA RESISTENZA

Ercole Ongaro, direttore dell’Istituto per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea di Lodi, ci invia questo contributo sui valori che sono stati alla base della guerra di Liberazione:


Nella storia dei popoli, seppur raramente, ci sono momenti di sorprendente risveglio: risveglio delle coscienze, del senso di umanità, dopo anni di subordinazione, di opportunismo, di passività. Così è avvenuto con la Resistenza.
Avvenne che una generazione costretta alla sottomissione e all’obbedienza silenziosa scelse di mettersi in ascolto della propria coscienza, di assumere come orientamento delle scelte la propria umanità; comprese che l’autentico modo di salvare se stessi è di avere a cuore anche la salvezza degli altri. L’essenza della Resistenza è stato scegliere di restare umani, di aprirsi a chi era nel pericolo e domandava aiuto.
Per questo la Resistenza è un evento che deve restare per noi un momento di confronto, fonte di valori: da evento storico dobbiamo trasformarla in categoria e valore permanente: contro chi resistere va ricercato e scoperto da ogni persona e da ogni generazione, anche fuori dall’emergenza di una guerra civile e di una occupazione militare, nella quotidianità antieroica e anonima del nostro tempo: ricordando che è il “per che cosa” si è vissuti che fa differenti perfino i morti, ricordando che sono i valori per i quali scegliamo di vivere che ci accomunano ai militanti del nazifascismo oppure agli uomini e alle donne della Resistenza: di questi quindi vogliamo fare viva memoria e realizzare i valori per i quali essi hanno lottato. Questi valori sono in primo luogo la libertà, la democrazia, la solidarietà, la giustizia, la pace.
Ercole Ongaro

Dialogo tra Giorgio Sala e Sandro Pupillo

Sandro Pupillo, Consigliere comunale del gruppo Da adesso in poi – Civici per Vicenza, ci ha inviato questo contributo video nel quale dialoga con l’ex sindaco di Vicenza Giorgio Sala, riflettendo sulla storia a partire dalla Guerra di Liberazione fino alla pandemia di questi giorni e sul domani che non sarà più come ieri:

LA LIBERAZIONE

Sabato 25 Aprile ricorre il 75° compleanno dell’Italia libera e democratica. Infatti il 25 Aprile 1945 scoppiò l’insurrezione popolare delle città e delle regioni del Nord che vide insieme civili e partigiani impegnati nella battaglia finale per cacciare dal nostro Paese i tedeschi invasori e farla finita con i fascisti della R.S.I., schierati con i nazisti, fautori di una dittatura feroce e vendicativa.

La sollevazione patriottica era stata preparata da venti mesi di Resistenza civile ed armata contro i nazifascisti, condotta dai partigiani (uomini e donne, operai, contadini, montanari, intellettuali, militari) “combattenti per la libertà e la giustizia”, sostenuti dalle popolazioni dell’Italia Centrale e Settentrionale a prezzo di tanti sacrifici e rappresaglie, guidata dai partiti antifascisti (PLI, DC, Pd’A, PSI, PCI, P. del Lavoro) riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale, appoggiata da una buona parte del clero, favorita da oltre seicentomila soldati e ufficiali italiani rinchiusi nei campi di concentramento che rifiutarono di combattere con Hitler e con Mussolini, “attesa” dignitosamente da decine di migliaia di deportati superstiti nei campi di sterminio.

Il 25 Aprile 1945, con la sconfitta dei nazifascisti, ha segnato un punto di svolta irreversibile nella storia della nostra Patria perché ha determinato la conquista della pace, della libertà e della democrazia, l’avvio di un grandioso “processo” politico e democratico per la costruzione di una società più giusta, più aperta ai “bisogni” delle classi popolari; l’adozione del suffragio universale nelle competizioni elettorali; la scelta della Repubblica al posto della Monarchia; la votazione dell’Assemblea Costituente che, nel libero confronto delle idee e dei progetti delle Forze politiche antifasciste, è pervenuta all’approvazione della Carta Costituzionale, la quale è il fondamento della convivenza civile dei cittadini e delle Istituzioni.

La Liberazione ha acceso grandi speranze nelle attese delle classi lavoratrici (proletarie, contadine, intellettuali), spesso procrastinate e deluse dalla forze della conservazione e dalle forze moderate. La nostra Costituzione, tuttavia, frutto della “saggezza” dei Padri Costituenti, esprime un programma aperto e fecondo di legittime aspirazioni di riforma della società democratica, di grande attualità sulle questioni del lavoro, dell’uguaglianza dei cittadini, della formazione, della cultura, della ricerca, della dignità di ogni persona, della libertà di impresa e della pace.

E’ la Costituzione che ispira, guida e garantisce i cittadini che intendono, con l’esercizio del metodo democratico, costruire una società più giusta per tutti.
Nell’esplosione dell’emergenza sanitaria ed economica provocata dal Covid 19, emerge con grande vigore il bisogno generale di un maggiore rispetto della vita di ogni essere umano, della dignità di ogni persona, come di una indispensabile necessità di solidarietà, di condivisione e di unità fra gli uomini e le nazioni.

La pandemia diffusa in tutti gli strati della popolazione ha scosso dalle fondamenta le strutture sanitarie e anche quelle economiche. Ha reso evidenti le contraddizioni, le storture e i limiti del liberismo estremo, promosso negli USA quarant’anni fa dal presidente Reagan e nel Regno Unito in Europa dalla premier inglese Thatcher. L’esaltazione del libero mercato senza regole, dell’individualismo, dell’egoismo, della privatizzazione del profitto e della socializzazione delle perdite ha causato la precarietà nell’occupazione, l’indebolimento e l’arretramento sociale dei ceti medi, accentramento delle ricchezze nelle mani di pochi e l’impoverimento di grandi masse, private pure di diritti essenziali.

Oggi, di fronte al coronavirus che minaccia l’esistenza di ogni persona e la paralisi dell’economia, si riscopre il valore del “pubblico”, si richiede l’intervento dello Stato per la “ricostruzione”, si comprende il valore dello stato sociale (sistema sanitario nazionale, sicurezza nel lavoro, garanzia della previdenza e dell’assistenza, livello della formazione, dell’istruzione, della ricerca, della cultura).

Dalla società democratica sta emergendo una grande volontà di reazione alla minaccia che incombe sull’umanità; intere categorie sono impegnate in prima linea negli ospedali e nei servizi principali; la pratica della solidarietà ha mosso tutti gli strati sociali; riprendono il loro significato autentico e concreto i valori della fraternità, dell’uguaglianza, della solidarietà, della dignità di ciascuna persona.

C’è un nesso sostanziale tra la Resistenza che ha maturato la vittoria del 25 Aprile e della Liberazione e l’impegno cui sono chiamati tutti per sconfiggere la pandemia del Covid 19.

Un famoso canto internazionale, fatto proprio dai partigiani, diceva:
«La nostra Patria è il mondo intero,
la nostra legge è la libertà,
solo un pensiero, salvar l’umanità»

Oggi si tratta di dare continuità e forza ad una nuova Resistenza per salvaguardare tutte le Nazioni. l’Europa e l’Italia dal terribile flagello che le ha pervase e per gettare le basi di una società rinnovata più solidale, più giusta e libera, rispettosa della dignità di ogni cittadino, delle fonti di energia, della natura, dell’ambiente e di uno sviluppo sostenibile, delle speranze e dei sogni delle giovani generazioni.

Mario Faggion

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