Pietro Dal Lago “Pacifico” (1923-2014)

Pietro Dal Lago "Pacifico"Il 12 giugno 2014 Egisto Dal Lago “Tranquillo” ci ha telefonato per comunicarci che era mancato il fratello Pietro “Pacifico”, valoroso partigiano della Brigata Stella delle Formazioni Garemi.
A nome della Presidenza provinciale e delle Sezioni A.N.P.I. della Valle dell’Agno abbiamo inviato un telegramma. alla sua famiglia, residente a Castronno (Varese), esprimendo vive condoglianze e solidarietà.
Pietro Dal Lago “Pacifico” ,classe 1923, nato a Nogarole Vicentino, é stato uno dei primi collaboratori di Alfredo Rigodanzo “Ermenegildo-Catone”, commissario politico della Brigata Stella,che ha portato nella formazione garibaldina tanti giovani dei centri addossati alla catena del Faldo (Selva, Nogarole, Alvese, Quargnenta, Piana, S.Benedetto, Lovara).
“Pacifico” curava gli incontri e il reclutamento dei giovani di Nogarole e di Alvese, giovandosi della collaborazione di Giuseppe Piazza “Colombo” e di Ottavio Dal Molin “Bomba”. Ha partecipato a varie azioni partigiane, tra cui il disarmo del Sottosegretariato della Marina a Montecchio Maggiore,che ha fruttato alla “Stella” un bottino ingente: 24 casse di munizioni, 3 casse di bombe a mano, 224 armi, 20 pistole Beretta e una somma in titoli, buoni e denaro di circa 18 milioni di lire (somma consegnata poi al comando regionale di Padova dalla partigiana Teresa Peghin “Wally”).
Dopo i massicci rastrellamenti del 9 e del 12 settembre 1944 (Operazione Timpano), nella fase di riorganizzazione del Battaglione Brill, “Pacifico” é il comandante responsabile dei garibaldini di Nogarole. Nel difficile inverno 1944-45 svolge pure importanti compiti assegnatigli dall’intendente di Brigata, al fine di assicurare al Battaglione Brill e alla Brigata Stella mezzi adeguati. Partecipa infine a tutte le fasi della Liberazione della zona dell’Agno e del Chiampo, agendo ai primi di maggio ad Arzignano e a Montecchio Maggiore. Nell’Organico di Comando della Divisione Stella egli risulta Vice intendente con il grado di sottotenente dall’1.9.44 all’1.5.45. Trasferito con la famiglia, per necessità di lavoro, in Piemonte e in Lombardia, Pietro é stato coerente con i suoi ideali di libertà e di giustizia per tutta la sua lunga esistenza.