A.N.P.I. Vicenza

Malga Zonta 2015

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Sabato 15 agosto 2015  è stato commemorato il 71° anniversario dell’eccidio nazifascita di “Malga Zonta” con una manifestazione organizzata dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (A.N.P.I.) di Vicenza, d’intesa con l’A.N.P.I. di Trento e di Schio, sotto l’egida del Comitato Permanente “Onoranze Caduti Partigiani”, dell’Amministrazione Comunale di Schio, di Folgaria, di Caldogno e di tanti altri Comuni del Vicentino e del Trentino, in particolare di quelli che hanno dato i natali ai caduti.

La cerimonia celebrativa del tragico episodio che ricorda il sacrificio di Bruno Viola, Medaglia d’Oro al V.M., dei suoi partigiani e di alcuni civili, ha visto anche quest’anno la partecipazione di migliaia di cittadini ed è considerata una delle più grandi manifestazioni interregionali. Tante le autorità presenti: rappresentanti delle due provincie, sindaci vicentini e trentini con i relativi Gonfaloni alcuni dei quali decorati di Medaglie al Valore. Imponente la sfilata di bandiere labari e gagliardetti dei rappresentanti dell’ANPI e delle Associazioni d’Arma, preceduta dalla Banda Cittadina di Cornedo Vicentino. Solenne le onoranze rese ai caduti.

Hanno portato i loro saluti ai presenti la Presidente del Consiglio Comunale di Folgaria LUISA CANALIA, il Sindaco di Schio VALTER ORSI, il Vice Presidente della Provincia Autonoma di Trento ALESSANDRO OLIVI e il Direttore della Fondazione Museo Storico del Trentino GIUSEPPE FERRANDI.

E’ seguita l’orazione ufficiale (allegata) della prof.ssa CARLA PONCINA, direttrice dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea “E.Gallo” di Vicenza. Tutti gli interventi sono stati seguiti con interesse e condivisi da frequenti ed intensi applausi. La cerimonia si è conclusa con la Messa al Campo celebrata da mons. Giuseppe Grosselli, accompagnata dai canti del coro Sojo Rosso di Valli del Pasubio.

Malga Zonta è uno straordinario luogo simbolo della memoria del ‘900, punto di confine e fronte nella Prima Guerra Mondiale (proprio da qui partì il primo colpo di cannone nel maggio del 1915), nella Seconda Guerra Mondiale tra Alpenvorland e Italia e, poi ancora, nella “Guerra Fredda” con la presenza dell’unica base missilistica NATO dell’arco alpino, sita proprio in questo luogo.

Meditare su questi dati storici e in questi luoghi  giova moltissimo e richiama tutti all’impegno per assicurare ai popoli pace, giustizia, libertà e democrazia.

I fatti storici che in questo giorno sono stati ricordati risalgono  in particolare al 12 agosto 1944.

Nella notte fra l’11 e il 12 agosto le forze naziste in rastrellamento nella Val Posina e sull’Altopiano di Folgaria, probabilmente guidate da collaborazionisti del posto, riuscirono a penetrare attraverso la Vallorsara, evitando i vari posti di blocco partigiani, in direzione di Malga delle Melegnette, di Malga Melegna e di Malga Zonta. I tedeschi circondarono la Zonta nella quale era acquartierato un gruppo di partigiani, alcuni dei quali saliti lassù nei giorni precedenti, in attesa del promesso lancio di armi da parte degli Alleati. Solo alcuni di loro erano armati. Li comandava Bruno Viola, nome di battaglia «Lampo – Marinaio», nativo di Vicenza e residente a Caldogno, già distintosi in precedenti combattimenti per coraggio ed abnegazione. Resosi conto dell’accerchiamento, attaccò i nemici con una furiosa sparatoria che li disorientò ed allo stesso tempo servì di avviso ai partigiani delle altre malghe, consentendo così il loro sganciamento.

In breve tempo per il rastrellamento si scatenò una vera e propria tempesta di fuoco da Folgaria a Posina. In particolare attorno alla malga il combattimento si fece intenso e violento e il «Marinaio» riuscì a resistere strenuamente con i suoi uomini. Un capitano tedesco e altri soldati caddero sotto i colpi dei partigiani e parecchi altri rimasero feriti. Quando, in momenti diversi del combattimento, due tedeschi tentarono di penetrare di sorpresa nella malga, egli piombò loro addosso, li disarmò e li catturò, ma poi generosamente li rimandò indietro anche nella speranza di allentare la morsa dell’accerchiamento e di salvare almeno i partigiani disarmati e i malgari.

Il combattimento proseguì finché, dopo circa un’ora e mezza di sparatoria, i partigiani finirono tutte le munizioni, anche quelle tolte ai tedeschi catturati. Essi furono costretti così ad uscire allo scoperto e ad arrendersi. I tedeschi allinearono allora tutti gli uomini del capo pattuglia «Lampo-Marinaio» e alcuni malgari lungo il muro del porcile della malga insieme ad una quindicina di altri prigionieri fatti nel corso del rastrellamento. Avvenne la cernita; alcuni di essi, per lo più i giovanissimi e i malgari più anziani, vennero tolti dalla fila dei condannati a morte. Diciassette però furono fucilati sul posto, quattordici partigiani e tre malgari.

Bruno Viola «Lampo-Marinaio», prima di essere colpito, ebbe la forza di esprimere il suo disprezzo contro tedeschi e fascisti e di gridare “Viva l’Italia!”.

Si consumò così il tragico eccidio di Malga Zonta, una delle innumerevoli “tappe” della storia della Resistenza italiana per la conquista, con l’insurrezione nazionale del 25 aprile 1945 e la Liberazione vittoriosa, della pace, della libertà e della democrazia.

Giorgio Fin

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