A.N.P.I. Vicenza

Percorsi di pace – Trieste

Quando
domenica 29 Giugno 2014

Siamo al settimo anno delle iniziative denominate “Percorsi di Pace”, proposte dall’Associazione Amici della Resistenza di Thiene.

Dopo alcuni anni torniamo a Trieste, città ricca di storia, da sempre crocevia di culture, lingue e religioni, in conseguenza sia della sua posizione geografica di “frontiera”, sia delle vicissitudini storiche che ne hanno fatto un punto di incontro di molti popoli. Infatti la città è disseminata di luoghi di culto per i diversi credi religiosi. Nella città di Trieste sono presenti, accanto agli italiani, molti altri gruppi etnici, di storica presenza, tra cui serbi, sloveni, rumeni, greci, tedeschi, croati.

Terribili furono le ferite inferte a questa città e al territorio che la circonda da entrambe le Guerre Mondiali. Visiteremo pertanto i luoghi della Memoria con l’auspicio che queste iniziative, rivolte in particolare ai giovani, possono aiutare la crescita di una cultura di pace e di convivenza fra gli uomini.

Programma

ore 6.15 partenza in pullman dal Bosco di Thiene (lato stazione delle corriere)
ore 10 – 10.45 visita guidata alla Sinagoga di via San Francesco
ore 11.15 – 12.15 visita guidata alla Risiera di San Sabba, unico lager nazista presente in Italia
ore 13.00 – 14.30 Santuario di Monte Grisa – pranzo al sacco presso i locali g.c
ore 15.00 – 16.00 visita al Faro della Vittoria (entrata libera riservata ad un gruppo massimo di 40 persone)
ore 16.45 – 18.15 visita guidata al Museo – Centro di raccolta profughi di Padriciano
ore 18.30 partenza con arrivo a Thiene verso le 22.00

Il viaggio si farà con qualsiasi tempo.

L’adesione va data fino all’esaurimento dei posti, contattando Giannico Tessari tel 0445/366925, cell 340 3984188, e-mail giannicotex@alice.it

Aderiscono all’iniziativa:

  • AUSER di Thiene
  • Circolo ACLI di Thiene
  • Associazione Partigiani & Volontari della Libertà “Livio Campagnolo” (Sezione Unitaria ANPI-AVL-ANEI-ANED) di Montecchio Precalcino

Alcune note sui luoghi visitati

Sinagoga di via San Francesco

E’ una delle più grandi e maestose d’Europa, è uno degli edifici simbolo della Trieste multireligiosa; è stata inaugurata nel 1912 rappresentando in modo tangibile l’influenza raggiunta dalla Comunità ebraica nella vita economica e culturale della città. Il Tempio Maggiore rimpiazzò le Schole che dalla metà del Settecento avevano risposto alle necessità di culto degli ebrei triestini e diede risposta alle esigenze di una Comunità sempre più fiorente, che nel 1938 giunse a contare quasi 6 mila persone. Attualmente la comunità ebraica triestina conta circa 700 membri.

Risiera di San Sabba

Stabilimento per la pilatura del riso edificato nel 1913 – venne utilizzata dopo l’8 settembre 1943 dall’occupante nazista come campo di prigionia e destinata in seguito allo smistamento dei deportati diretti in Germania e Polonia, al deposito dei beni razziati e alla detenzione ed eliminazione di ostaggi, partigiani, detenuti politici ed ebrei. Il 4 aprile 1944 venne messo in funzione anche un forno crematorio. Nel 1965 la Risiera di San Sabba fu dichiarata Monumento Nazionale con decreto del Presidente della Repubblica. Nel 1975 la Risiera, ristrutturata su progetto dell’architetto Romano Boico, divenne Civico Museo della Risiera di San Sabba.

Santuario Mariano di Monte Grisa

Con la sua mole domina la città di Trieste ed il suo meraviglioso golfo. Si consiglia di  ammirare lo stupendo panorama che dal piazzale si spalanca sul mare immenso disteso tra Aquileia, Miramare e Pirano. Fu l’arcivescovo di Trieste Mons. Santin a lanciare l’idea della costruzione di un santuario come voto fatto alla Madonna per la protezione ricevuta per l’intera città che avrebbe potuto essere distrutta dagli avvenimenti bellici della Seconda Guerra Mondiale. I lavori, sostenuti dalle offerte giunte da tutta Italia, iniziarono nel 1963 e la consacrazione avvenne il 22 maggio 1966.

Il Faro della Vittoria

E’ una delle mete che Trieste offre ai visitatori in occasione delle celebrazioni del 100° dell’inizio della Prima Guerra Mondiale. Inaugurato nel 1927, su progetto dell’architetto A. Berlam, fu costruito sui resti di un bastione dell’antico forte austriaco, risalente alla metà dell’Ottocento. Il Faro della Vittoria, oltre alla sua funzione di guida alla navigazione notturna nel Golfo di Trieste, è un monumento commemorativo dedicato ai marinai caduti durante la Prima Guerra Mondiale. Alto 70 metri, rivestito all’esterno in blocchi di pietra del Carso e dell’Istria, il Faro di Trieste è sovrastato da una cupola che ospita l’elemento illuminante dell’intensità media di 1.250.000 candele, con una portata di 34-35 miglia. Corona l’apice della cupola la statua in rame della Vittoria Alata. La parte ornamentale è completata dall’imponente figura del marinaio, in pietra di Orsera, sotto la quale si trova l’ancora del cacciatorpediniere Audace, nave italiana che per prima attraccò al porto di Trieste nel novembre del 1918.

Si riportano le norme di sicurezza che dovremo assolutamente rispettare e consigli utili per la visita.

  • Possono accedere al faro 10 persone alla volta.
  • La torre presenta barriere architettoniche e l’accesso ai  disabili è limitato.
  • I minori devono essere accompagnati.
  • Per le dimensioni della scala elicoidale e del vano ascensore non è consentito l’accesso con zaini, borse voluminose e  cavalletti.
  • La struttura rimane chiusa in caso di condizioni climatiche avverse.
  • Il percorso di visita, che presenta 250 gradini, è sconsigliato a quanti hanno difficoltà motorie, agli asmatici, ai cardiopatici e, per gli spazi, a chi soffre di vertigini e claustrofobia.
  • Considerata la struttura architettonica della torre del Faro e l’altezza dei parapetti che cingono il primo e secondo ballatoio, si sconsiglia la visita ai bambini poiché rischierebbero di non fruire appieno della veduta panoramica.
  • I genitori e/o gli adulti che decidono comunque di accompagnare un minore alla torre del Faro sono responsabili del bambino loro affidato, devono sorvegliarlo costantemente e non lasciarlo mai solo né sulle scale né tantomeno sui ballatoi.
  • E’ fatto divieto assoluto di sporgersi dal parapetto.
  • Per ragioni di sicurezza legate al rischio di scavalcamento, è altresì vietato sostenere o sorreggere il bambino appoggiandosi alla balconata per consentire la veduta panoramica. Il genitore e/o l’adulto, sotto la propria responsabilità, può prendere in braccio il bambino, solo appoggiando la schiena alla parete della torre.
  • Gli operatori presenti hanno il potere di correggere e/o vietare comportamenti giudicati pericolosi e non rispondenti alle norme in materia di sicurezza e, se necessario, interrompere la visita.

Il campo di raccolta profughi di Padriciano. 

Il comprensorio venne progettato quale installazione periferica per le forze armate angloamericane di stanza nel Territorio Libero di Trieste. Ben presto dismesso, venne prontamente riutilizzato per far fronte all’emergenza profughi, sempre più pressante a partire dagli anni ’50, con dei picchi nel 1954-55 (Esodo dalla Zona B). Venne destinata al ricovero ed all’assistenza dei profughi istriani prima di venire smistati nei Centri Raccolta Profughi della penisola.

L’intera superficie del centro, dismesso definitivamente nei primi anni ’70 è tutt’ora delimitata dalla recinzione originaria ed il campo, pur essendo state demolite le baracche in legno modello “Pasotti”, conserva inalterata la struttura originaria. Si tratta di uno dei pochissimi campi profughi del territorio nazionale che non abbiano subito modifiche o stravolgimenti dopo la cessazione del loro utilizzo.

L’accesso al campo era strettamente regolamentato sia in ingresso che in uscita e la circolazione non era libera. Nelle ore notturne i varchi venivano chiusi senza eccezioni di sorta persino per i profughi residenti. Anche la Risiera di San Sabba fu utilizzata come Campo Profughi. Oggi nel complesso, gestito dall’Unione degli Istriani – Libera Provincia dell’Istria in Esilio, è stato realizzato un museo che mantiene viva la memoria delle dolorose vicende dell’Esodo.

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