A.N.P.I. Vicenza

Commemorazione a Santa Giustina di Ca’ Trenta

Ecco il testo dell’intervento di Franca Dal Maso, dirigente ANPI, alla manifestazione per il settantaquattresimo anniversario della strage di Santa Giustina di Ca’ Trenta.

MANIFESTAZIONE 24/06/2018 SANTA GIUSTINA DI CA’ TRENTA

Saluto innanzi tutto il partigiano Teppa, Valentino Bortoloso e la staffetta Maria Giuseppina Busato,le associazioni combattentistiche, i parenti delle vittime presenti e tutti i convenuti.

La vicenda dell’eccidio di S. Giustina si colloca nel mese di giugno 1944, mese particolarmente denso, per la zona di Schio, di vicende legate alla guerra partigiana contro fascisti e nazisti (sequestro della missione giapponese, sabotaggio al cementificio di Schio, scontro a fuoco a Vallortigara).

Furono molti anche gli episodi che interessarono la zona di S. Vito di Leguzzano, con significativi combattimenti ed azioni coraggiose ed efficaci da parte dei partigiani, come lo scontro a fuoco tra i partigiani del TAR (Ferruccio Manea) e i brigatisti della 2° Compagnia della Morte di Schio avvenuto il 03/06/1944 a San Vito di Leguzzano.

A seguito di questa azione i giovani renitenti del paese furono costretti a presentarsi alle armi sotto la minaccia lanciata dal federale Passuello di far bruciare le case ed arrestare i loro padri.

Il 12 giugno qualche decina di ragazzi, scortati da militari della Guardia Nazionale Repubblicana di Schio e della 2° e 3° “Compagnia della Morte”, vennero trasferiti a piedi a Schio.
In località Ca’ Trenta due pattuglie partigiane, al comando di Ferruccio Manea “TAR” ed Elio Scortegagna “LUIS” ingaggiarono uno scontro a fuoco. In aiuto dei repubblichini accorse un reparto tedesco e nel corso della sparatoria il caporale della Luftwaffe Bernhard Furtner, rimase ucciso.

Per rappresaglia il comando tedesco di Schio ordinò la fucilazione di 4 partigiani, rastrellati in Val Leogra tra il 16 ed il 18 giugno e detenuti presso la caserma Cella.
Il 22/06/1944 questi 4 martiri furono trasferiti a Santa Giustina di Ca’ Trenta, sul luogo dell’uccisione del caporale Furtner, costretti a scavarsi la fossa e poi fucilati.

LUCIANO BESCO “CUCCIOLO” di Recoaro Terme di anni 21, partigiano;
SALVATORE CAMPESI, siciliano, partigiano;
EUCARISTO MARCHETTO “RUGGERO” di Arzignano di anni 22, impiegato, partigiano della Brigata Stella;
SALVATORE PAPPALARDO di Acireale (Catania) di anni 29, partigiano.

Queste vittime della crudeltà fascista e nazista cosa direbbero se fossero qui adesso, in questa nostra Italia dove i valori della democrazia, della giustizia, della libertà e della Costituzione vengono giornalmente calpestati?

Viviamo in un momento storico molto preoccupante, dove l’ignoranza e l’arroganza la fanno da padroni: i nostri martiri, i nostri padri e le nostre madri ci hanno insegnato che bisogna combatterli con la conoscenza e la cultura, con l’impegno quotidiano per far conoscere e difendere la nostra Costituzione.
Noi dobbiamo esserci sempre là dove sono calpestati i diritti umani, civili e basilari.
Noi dobbiamo esserci per accogliere e non respingere i migranti che fuggono da guerre, violenze, fame e morte e dobbiamo chiedere a gran voce l’applicazione dell’art. 2 dei principi fondamentali della Costituzione, come hanno fatto i ragazzi maturandi del liceo classico di Faenza che con il tema di italiano, hanno presentato un protocollo con il quale chiedono l’applicazione di questo articolo che recita:
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”
Chi in questi giorni ha respinto e continua a respingere i migranti, non conosce la storia e ha volutamente dimenticato quando i migranti eravamo noi in cerca di una terra che ci accogliesse e dove poterci costruire un futuro.

Vari gruppi di destra si dichiarano apertamente fascisti e compiono tutti quegli atti tipici di questa ideologia. Vorrebbero cancellare la Resistenza, il 25 aprile giorno della Liberazione, trattano i partigiani come banditi, tentano di parificare i repubblichini ai nostri resistenti e pretendono di intitolare vie a fascisti mai pentiti.
Queste persone, però, non si rendono conto che possono esporre le loro idee solo perché vivono in un paese libero e democratico, che è tale grazie al sacrificio di tanti giovani che 75 anni fa combatterono contro il regime totalitario che vigeva in Italia: in democrazia tutti possono esprimere le proprie opinioni, ma in un regime dittatoriale questo è impossibile!!

Ricordiamoci che il fascismo non è un’opinione ma UN CRIMINE!!!!

La nostra Costituzione nelle disposizioni transitorie finali all’articolo XII recita:
“È vietata la ricostituzione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.”
APPLICHIAMO FINALMENTE QUESTE DISPOSIZIONI e sciogliamo tutti i gruppi inneggianti al fascismo e al nazismo!!!

È di qualche giorno fa la dichiarazione della sottosegretaria ai Beni culturali che i professori non devono parlare di politica con gli studenti! Siamo arrivati a voler togliere il diritto di parola e questo porta sulla china del totalitarismo.

Noi non possiamo permettere che questo andazzo prenda piede, dobbiamo ergerci a difesa dei diritti sanciti dalla Costituzione anche a nome di tutti i partigiani morti per donarci questa nostra Italia libera e democratica!

Gravissime anche le ultime dichiarazioni del ministro degli interni Matteo Salvini nei confronti di Roberto Saviano: la scorta non è una macchina blu che si dà agli amici e si toglie ai nemici ma una protezione per chi rischia la vita!!
Roberto Saviano è stato minacciato di morte dalla camorra e la sua vita è in gravissimo pericolo. Condivido pienamente quanto da lui dichiarato: “Non mi fai paura perché penso che tu sia il ministro del malaffare!!”

Ho letto un articolo di Christian Raimo, giornalista e scrittore, sull’attuale situazione politica italiana che mi ha colpito e preoccupato ulteriormente “La politica attuale del governo è decisamente vicina ad una prospettiva fascista: limitazione delle libertà fondamentali, legittimazione degli abusi delle violenze delle forze dell’ordine, razzismo esplicito, nazionalismo basato sull’idea degli italiani come una comunità di sangue”

In una intervista Carla Nespolo, presidente nazionale dell’Anpi, ha detto: “Si rispetti la Carta Costituzionale nella sua essenza, cioè nei valori fondanti della nostra società che sono l’antifascismo, il rifiuto di ogni discriminazione, il diritto al lavoro e alla giustizia sociale, il rispetto dei diritti umani, la pace”.

Oggi, da questo luogo dove ricordiamo il sacrificio di questi 4 martiri, tutti insieme diciamo a gran voce NO AL FASCISMO!!

W l’Italia democratica, W la Resistenza, W la CostituzioneFranca Dal Maso

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