A.N.P.I. Vicenza

Bruno Bazzacco “Giorgio”

Tratto da “Figure della Resistenza vicentina: profili e testimonianze” di Mario Faggion e Gianni Ghirardini

“Siamo partiti da Vicenza per la contrada “Bosco” di Marana il 14 ottobre 1943. Con me c’erano Cariolato Secondo “Guido”, Cariolato Antonio “Moro”, Mattolin Sergio “Aviatore”, Piccolo Gugliardo “Bill” e Danilo Toniolo “Jon“.
Ci aveva preparati e organizzati Livio Bottazzi di Vicenza. Ci siamo recati lassù armati. avendo potuto procurarci sei fucili novantuno, alcune bombe a mano e una pistola Astra. La popolazione di Marana ci vedeva con simpatia e ci aiutava.
In quel periodo eravamo in contatto con Sergio Perin, Zanotelli Nico e Tovo Pietro di Valdagno. Qualche volta siamo stati ospiti nella villa di Castelvecchio. Abbiamo trascorso l‘ultimo giorno dell’anno all’Albergo di Marana, dalla Pina, insieme alla famiglia Pasini di Vicenza.
Antonio Pellizzari, musicista, figlio dell’industrìale Pellizzari di Arzignano, che aveva una villa alla Campanella di Altissimo, ci aiutava con alimenti vari: patate, riso, farina…

Attraverso Livio Bottazzi, ai primi di gennaio 1944, siamo venuti a conoscenza che a Campetto c’era un gruppo di partigiani. Allora in sei siamo andati su a Campetto. Là abbiamo trovato “Oreste” Commissario (alla sera teneva delle conversazioni politiche), “Germano”, “Milis“ (comandante militare, tenente di complemento, emiliano), “Giani”, “Gim”, “Gek“, il “segretario“, “Greco”, “Marte“, “Pino”, “Ubaldo”, “Spivak”, “Franco”.
All’inizio, in gennaio, eravamo in 19. ln quei giorni eravamo occupati in giri di perlustrazione e di pattugliamcnto e in azioni di preparazione. Gli aiuti arrivavano da Marana (deposito costituito da Bottazzi) e da Fonte Abelina (tramite D’Ambros “Marco”).

ll 13 febbraio dovevamo attaccare la caserma dei carabinieri di Recoaro. Arrivati ai Benetti ci fu dato un contrordine, perché ci sarebbe stato un attacco a Malga Campetto da parte dei fascisti dalla direzione di Campodalbero e dei nazisti dalla direzione di Fongara. Secondo me, lo scontro con i nazi-fascisti è avvenuto il 14 febbraio. Alla sera del 13 sono giunti altri sei giovani da Vicenza e dalle zone vicine (ricordo Marcello Ciscato di Vicenza). Nella battaglia ci siamo divisi in tre gruppi. Nello scontro sono stati impegnati sette partigiani: “Milis”, “Giani”, “Germano”, “Oreste”, “Giorgio”, “Moro” e un “foggiano” della classe del 1919. “Oreste”, il “foggiano“ e un altro, scivolando, si sono feriti ai piedi. Verso sera, non sentendo più alcuno sparo, siamo usciti e siamo saliti a Campetto. C’era il “segretario“ che spaccava la legna. lo sono sceso alla contrada del “Bosco” di Marana a prendere dei viveri. Ferrari, il capocontrada, li ha portati su lui. Qualche giorno dopo, il gruppo dei partigiani vicentini si è ricomposto e si è recato alla contrada Scaja-Bertoldi (Bressavalda).

Con il ritorno di “Giani” in zona, il gruppo si è nuovamente collegato alla formazione, venendo assegnato alle varie pattuglie. Io sono stato assegnato alla pattuglia del Comandante. Giorno e notte ero in compagnia di “Giani”. ll mio compito era quello di recapitare gli ordini e di tenere i collegamenti. Località consuete del mio compito: Durlo, Campodalbero, Marana, Campetto, Selva di Trissino, Contrada Benetti, Fonte Abelina, Maglio di Sopra, Valdagno.
“Giani” era riflessivo, calmo, dotato di sangue freddo. Non l’ho più visto dopo il rastrellamento della fine di marzo.
Io sono rimasto a Marana con un grosso gruppo di partigiani, diretto da “Pino”.

Verso la fine di aprile mi sono spostato a Selva di Trissino, con “Catone”. Ero “staffetta“ e tenevo i collegamenti anche con Vicenza. A maggio mi sono fermato 15 giorni a Vicenza per reclutare e accompagnare giovani in montagna. ln quel periodo, importante era il contributo di Carlo Campagolo “Lino”, di Oddo Cappannari e di Rino Costa per le formazioni partigiane.
Sono stato arrestato il 24 luglio 1944.
A Santa Barbara Oddo Cappannari confezionava e ripuliva cappelli. La sua bottega era un centro di smistamento delle staffette italiane e slave. In seguito ad una spiata, siamo stati presi in sei, 3 donne e 3 uomini. Siamo stati tenuti 14 giorni a Palazzo Littorio e abbiamo subito torture e sevizie. Il quindicesimo giorno siamo stati portati a S. Biagio. Sono rimasto in prigione fino al 1° ottobre, poi sono stato deportato ad Auschwitz. l miei compagni sono usciti di prigione il “giorno della Liberazione”. io sono tornato a casa l’8 ottobre 1945, dopo essere stato liberato dai sovietici e aver fatto parte, per tre mesi e mezzo, dell’Esercito Rosso“.

NOTA

BRUNO BAZZACCO “Groxoro”, nato a Vicenza il 29/8/1925. Nel dopoguerra operaio specializzato.

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