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I novant'anni di Arrigo Boldrini
Gli antifascisti, i democratici e partigiani d'Italia si sono in questi
giorni affettuosamente stretti intorno ad Arrigo Boldrini (Bulow) per
festeggiare in modo più affettuoso il suo novantesimo compleanno. Siamo
tutti consapevoli che il nostro Paese, la sua democrazia, le sue
istituzioni, i suoi lavoratori devono molto a Boldrini, al suo coraggio, al
suo impegno profuso lungo tutto il corso della sua vita per la giustizia
sociale, per la pace, per la libertà d'Italia.
Giustamente la medaglia d'oro al valore militare che Bulow ha guadagnato con
la Resistenza è la testimonianza al massimo livello di forza, di dignità e
di presenza politica della sua vita.
Boldrini è innanzitutto l'uomo che proviene dalle file dell'esercito
italiano, dalla sua storia, con le sue ombre e le sue luci. Infatti Bulow è
ufficiale dell'esercito quando partecipa alla Resistenza. All'esercito
italiano, ai suoi ufficiali, ai suoi sottufficiali e militari egli è stato
sempre profondamente legato e da essi è stato sempre riconosciuto come un
qualificato comandante. A tal proposito non si dimentichi che gran parte
dell'attività che Boldrini ha svolto, sia alla testa dell'ANPI nazionale
sia nel Parlamento italiano, è stata dedicata alla valorizzazione
democratica del ruolo e della funzione dell'esercito nella lotta per la
distensione dei rapporti internazionali e per la pace, nell'azione per la
costruzione di una nuova Europa unita, nella scelta delle forme migliori di
democratizzazione della vita stessa dell'esercito, della sua attività e dei
suoi più felici rapporti con il popolo italiano, proprio per affermare la
funzione e la relazione più efficace con l'intero popolo che il nostro
esercito ha avuto, non come esercito di classe o di casta, ma come esercito
di popolo e per il popolo.
Della funzione avuta da Boldrini nella Resistenza e nella lotta di
liberazione, svolta dall'8 settembre del 1943 al 25 aprile del 1945 non c'è
da dire molto, anzi ci sarebbe da dire moltissimo, e non sembri una
contraddizione, perché tanto di lui si è detto come capo della Resistenza e
si è scritto. Ma della sua condotta e dei suoi comportamenti nel corso della
Resistenza vale la pena sottolineare tre elementi: la sua modestia, il suo
equilibrio e la trasparenza in tutti gli atti compiuti. La modestia: non ho
mai sentito proferire dalle labbra di Boldrini la parola "io": "io ho
detto", "io ho fatto" ecc., questa parola per lui non esiste, Boldrini è
stato abituato, ci ha educato al massimo della collegialità nell'adozione
delle decisioni, nella preparazione delle iniziative e delle azioni, nello
svolgimento dell'attività resistenziale e nel dopoguerra. La sua modestia è
una delle qualità che più i partigiani dell'ANPI hanno in lui apprezzato.
Bulow Presidente dell'ANPI.
L'ANPI è la più significativa e più numerosa associazione del movimento
partigiano e resistenziale in Italia, ma la sua caratteristica fondamentale
è sempre stata quella, ed è tuttora, di tenere nel massimo conto l'unità di
tutte le forze della Resistenza, l'unità d'azione con la federazione dei
Volontari della Libertà, con la FIAP; non solo però con le associazioni
resistenziali, ma anche e in larga misura e profondità, con le associazioni
combattentistiche, reducistiche e d'arma. Guardiamo ai grandi risultati,
senza retorica alcuna, che abbiamo conseguito con le celebrazioni del 60°
della lotta di liberazione. Se in esse hanno potuto convergere le
associazioni di cui sopra, ma soprattutto le forze politiche e le
istituzioni democratiche con alla testa il nostro grande Presidente della
Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, ciò è avvenuto in larga misura per questo
spirito unitario e patriottico che permea da sempre la vita dell'ANPI. E
questa vita non è stata né semplice, né facile. Non dimentichiamo, infatti,
che l'ANPI nasce ne! 1945 come ente morale, come unica associazione di tutta
la Resistenza, ma in epoche successive, per ragioni solamente politiche,
subisce delle scissioni; ma queste crisi vengono superate nel tempo, l'unità
della Resistenza non si disperde, i nemici della Resistenza (purtroppo ce ne
sono stati e ce ne sono tuttora, all'epoca di Berlusconi) non l'hanno mai
avuta vinta, se questo è accaduto molto lo dobbiamo a Bulow, al modo
esemplare con cui ha diretto l'ANPI in tanti anni. Non dimentichiamo che
egli è stato ininterrottamente rieletto Presidente dell'associazione nei
tanti congressi che si sono succeduti. E gli dobbiamo essere grati che egli
è tuttora al suo posto di Presidente, nonostante il suo carico di anni, ma
soprattutto il suo stato di salute. Anche per questo gli facciamo nel
novantesimo compleanno, gli auguri più sentiti.
C'è un Boldrini uomo di partito, prima nel PCI, poi nel PDS e, infine, oggi,
nei DS, che non va sottaciuto, perché nell'attività politica svolta nel
partito il suo equilibrio nei giudizi, nelle valutazioni, il suo consìglio
sereno e preciso hanno avuto una importante funzione nella determinazione
delle decisioni, nell'educazione politica degli iscritti, nella formazione
dei gruppi dirigenti.
Tutto questo ha avuto uno sbocco di qualità nel ruolo che Boldrini ha svolto
nelle istituzioni democratiche. Mi riferisco all'attività da lui svolta
nella Camera dei Deputati e nel Senato della Repubblica. A Montecitorio sono
stato con lui per diversi anni e da lui ho imparato molte cose, ho imparato
soprattutto l'umiltà, il rapporto aperto e diretto con tutti, il no al
massimalismo e al settarismo. Diciamolo sinceramente: Boldrini avrebbe
meritato di essere nominato Senatore a vita. Non lo è materialmente, ma per
gli Italiani e per i democratici del nostro Paese lo è sostanzialmente dal
punto di vista politico, spirituale e culturale.
Infine, un Boldrini senza difetti? Non si tratta dì questo. Il primo a
sentirsi offeso da un'esaltazione senza osservazioni sarebbe proprio lui, ma
oggi alle nuove generazioni, ai tanti giovani e alle ragazze a cui chiediamo
di aderire al mondo dell'antifascismo e della Resistenza, e segnatamente
all'ANPI, noi diciamo: studiate la storia d'Italia, ma studiate anche e
cercate di conoscere la vita che hanno condotto uomini come Arrigo Boldrini.
Venezia, 8 settembre 2005
Franco Busetto
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